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#DEBITO #BANCARIO - CHIUSURA SALDO E STRALCIO: Trattativa conclusa dal nostro Studio con abbattimento del debito da €. 250.000,00 a €. 115.000,00

venerdì 21 febbraio 2020 - 20:52

Un altro importante risultato è stato raggiunto dallo Studio che ha concluso nel migliore dei modi una lunga trattativa con un noto istituto di credito italiano. L'accordo siglato va ad abbattere il debito maturato dal nostro cliente di oltre la metà, passando da un'esposizione debitoria pari ad euro 250.000,00 ad euro 115.000,00. I clienti avevano stipulato un contratto di mutuo fondiario per l'acquisto della propria abitazione, onorando il pagamento delle rate solo per i primi anni. Poi, purtroppo, a causa di problematiche sopravvenute, derivanti dalla perdita del lavoro di uno dei coniugi, non riuscivano più a far fronte con regolarità ai pagamenti, accumulando così debito oltrechè gli interessi. La banca, nel frattempo, aveva già avviato la procedura per il pignoramento della casa, ma al fine di evitare la vendita all'asta che avrebbe comportato solo l'aggravamento di una situazione già precaria, si è deciso di tentare un approccio transattivo con l'istituto, conclusosi con un saldo e stralcio molto vantaggioso e la relativa estinzione della procedura esecutiva immobiliare.

 
 
 

#DEBITO #BANCARIO ED INTERESSI USURARI: Il Giudice del Tribunale di Rimini ammette la CTU richiesta dal nostro Studio, in un primo momento aveva rigettato la medesima richiesta.

mercoledì 19 febbraio 2020 - 19:03

Il Tribunale Treviso Sez. III, Sent., 25/11/2019 si è espresso in tema di contratti bancari dichiarando la nullità della previsione negoziale di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall' art. 1283 c.c., il quale osterebbe anche ad un'eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale, gli interessi a debito del correntista devono essere calcolati senza operare alcuna capitalizzazione

 
 

Fideiussioni omnibus: nullità rilevabile anche in comparsa conclusionale

martedì 18 febbraio 2020 - 19:45

La Corte di Appello di Milano, sentenza 22 gennaio 2020, n. 192 con la sentenza del 22 gennaio 2020, si pronuncia sull'invalidità delle fideiussioni omnibus confermando l'orientamento giurisprudenziale prevalente, di ritenere ammissibile la tardiva contestazione della nullità.

 
 

#DEBITO E PROCEDURA DA #SOVRAINDEBITAMENTO: Azione revocatoria per il trasferimento immobiliare effettuato nell'ambito di una separazione personale tra i coniugi.

lunedì 17 febbraio 2020 - 10:07

Il Tribunale Frosinone, con provvedimento del 24 Gennaio 2020ha stabilito che il trasferimento immobiliare effettuato nell'ambito di una separazione personale tra i coniugi è un atto revocabile poiché diviene dovuto solo in conseguenza dell'impegno assunto in costanza dell'esposizione debitoria nei confronti di un terzo creditore e pertanto non è sottratto all'azione revocatoria ex art. 2901 3° co c.c. Quindi prima di disporre dei propri beni con l'illusoria visione di sfuggire ai creditori è bene farsi consigliare da un professionista che abbia le competenze in materia

 
 
#DEBITO #BANCARIO ED INTERESSI USURARI: Il Giudice del Tribunale di Rimini ammette la CTU richiesta dal nostro Studio, in un primo momento aveva rigettato la medesima richiesta.
venerdì 14 febbraio 2020 - 17:42

In un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo da un milione di euro la difesa dell'opponente spiegata dal nostro Studio rilevava la presenza di interessi usurari illegittimamente applicati sul conto corrente del correntista/imprenditore e derivanti anche da un finanziamento estero confluito in tale conto. Con una prima Ordinanza il Giudice adito riteneva di non ammettere la consulenza tecnica d'ufficio richiesta a conferma dell'esistenza di usura contrattuale così come rilevata dal nostro perito econometrico, viceversa ammetteva la consulenza solo in favore della Banca, ma successivamente all'impugnazione della predetta Ordinanza con istanza ex art. 177 C.p.c. di revoca o modifica della stessa, il Giudice, ha ritenuto di ammetterla in favore del nostro cliente ritornando sui suoi passi ed accogliendo le richieste formulate dalla presente difesa, ossia che sul conto corrente fossero stati applicati interessi illegittimi e che la Banca non avesse dato adeguata prova del predetto contratto di finanziamento estero, espungendolo così dalle poste di credito oggetto di decreto ingiuntivo. Ciò sta a significare che con gli adeguati strumenti processuali, le adeguate motivazioni e soprattutto con le giuste ragioni, si possono ottenere risultati importanti. Non bisogna smettere di credere che ci sia un'opportunità anche quando sembra mancare una via d'uscita.

 
 
 
#DEBITO #AGENZIA DELLE ENTRATE: Nulla la cartella notificata al liquidatore di società di capitali.
giovedì 13 febbraio 2020 - 19:10

Con la recentissima pronuncia del 19.11.2019 la Corte di Cassazione Civile- Sez. Trib- mediante la sentenza n. 29969/2019 ha stabilito che " La cartella di pagamento emessa per debiti fiscali nei confronti di una società di capitali estinta e notificata al liquidatore in proprio è nulla se non riguarda un debito relativo alla carica rivestita dal liquidatore". Pertanto è stato confermato l'orientamento già espresso dalla Suprema Corte nella sentenza n. 1720/2019 per cui si ribadiva che "In tema di riscossione, la responsabilità dei liquidatori e degli amministratori per le imposte non pagate con le attività della liquidazione, prevista dall'art. 36 del D.P.R. n. 602 del 1973, trova la sua fonte in un'obbligazione civile propria "ex lege" in relazione agli artt. 1176 e 1218 c.c., sicché, non avendo natura strettamente tributaria, a carico dei predetti non vi è alcuna successione o coobbligazione nei debiti tributari per effetto della cancellazione della società dal registro delle imprese". L'esperienza pluriennale ed il costante aggiornamento ci permettono sempre di trovare la soluzione migliore per ogni controversia in ambito #tributario.

 
 
#DEBITO #TRIBUTARIO: Inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate che non attesti la conformità tra atto prodotto in giudizio e quello spedito per notificazione al contribuente
martedì 11 febbraio 2020 - 14:10

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 2887, depositata il 7 febbraio 2020, accogliendo integralmente il ricorso presentato dalla contribuente, ha sancito che "l'inammissibilità del ricorso o dell'appello, notificato mediante consegna o spedizione a mezzo del servizio postale, è legata all'omissione dell'apposizione della dichiarazione di conformità all'atto di costituzione rispetto a quello depositato nella segreteria della commissione tributaria adita". Dettagliatamente, prosegue la Corte, "l'art. 22 del DLgs 546/1992, richiamato per il giudizio di appello nell'art. 53, prescrive che in caso di spedizione a mezzo di servizio postale la conformità dell'atto depositato a quello consegnato o spedito, deve essere attestata conformemente dallo stesso ricorrente". Infatti viene evidenziato che "l'inammissibilità dell'atto, non deriva dall'effettiva difformità tra i due atti, come sostenuto in alcune sentenze della Suprema Corte, ma dalla mancata attestazione da parte del ricorrente della conformità tra quanto depositato e quanto notificato. La mancata costituzione in giudizio della parte resistente, di fatto, impedisce il concreto raffronto tra i due atti, ma non è ostativa alla dichiarazione di inammissibilità dell'atto depositato. La ragione, conclude la Corte, risiede proprio nel conseguente svilimento della funzione di tale asseverazione". Da ciò è derivato l'accoglimento del ricorso.

 
 
DEBITO BANCARIO #FIDEIUSSIONE #OMNIBUS: La trappola delle fideiussioni omnibus redatte sullo schema ABI.
venerdì 07 febbraio 2020 - 20:18

Molto spesso capita di garantire per un parente, figlio, amico sottoscrivendo una fideiussione bancaria senza immaginare gli effetti di questa scelta, quindi del tutto inconsapevolmente si resta "incastrati" in qualcosa di cui non si conoscono le future conseguenze. In taluni casi è possibile eliminare gli effetti di queste scelte, questo capita quando le fideiussioni sottoscritte sono omnibus redatte sullo schema ABI. Pertanto la domanda nasce spontanea: "Come si fa a sapere se è stata firmata una fideiussione omnibus potenzialmente nulla?". La risposta potrebbe apparire banale ma emerge semplicemente dalla lettura del proprio contratto. A tal proposito la Banca d'Italia, con il provvedimento n. 55 del 2.5.2005, ha precisato che "le clausole contenute nello schema predisposto dall'ABI (Associazione Bancaria Italiana) di cui agli artt. 2, 6 ed 8 siano da dichiarare nulle in quanto contenenti disposizioni in contrasto con l'art. 2, comma II, lettera a), della legge "Antitrust" n.287/1990".Tra le clausole succitate, appurata la complessità della materia, riportiamo esclusivamente la clausola n. 6 per mezzo della quale si stabilisce che "i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i tempi previsti, a seconda dei casi, dall'art. 1957 c.c. che si intende derogato". Al fine di arginare le conseguenze di questa distortura, è intervenuta recentemente la Corte Suprema di Cassazione con la decisione n. 13846/2019 attraverso la quale ha ribadito, ancora una volta, la nullità delle stesse "poiché idonee a costituire un'intesa vietata ai sensi dell'art. 2, comma II, lettera a), della legge "Antitrust" n. 287/1990". Dunque, alla luce di quanto detto, è legittimo porsi una seconda domanda: "Nella fideiussione firmata c'è l'art. 6 oppure gli artt. 2 e 8 che la rendono nulla?". Per questi motivi al fine di eccepire la nullità "della fideiussione omnibus sottoscritta," in quanto redatta su modello ABI, risulta fondamentale esperire una previa analisi esplorativa del proprio testo contrattuale. Il nostro studio si è occupato di innumerevoli casi del genere.

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO: Nullo il contratto che non rispetta limite di finanziabilità
martedì 04 febbraio 2020 - 19:52

La Suprema Corte di Cassazione, torna a pronunciarsi in materia di superamento del limite di finanziabilità del mutuo fondiario. La Cassazione civile con l'ordinaza ordinanza del 21 gennaio 2020 n. 1193 stabilisce che il limite di finanziabilità ex art. 38, secondo comma TULB, è elemento essenziale del contenuto del contratto ed il suo mancato rispetto determina la nullità del contratto stesso, costituendo un limite inderogabile all'autonomia privata in ragione della natura pubblica dell'interesse tutelato. Nel caso di specie, secondo la Suprema Corte è errato il provvedimento col quale la Banca viene ammessa allo stato passivo in virtù di finanziamento fondiario poichè il Tribunale avrebbe dovuto accertare il detto limite di finanziabilità riguardo al valore cauzionale corrente del complesso immobiliare in proporzione alla somma effettivamente erogata

 
 
#DEBITO #AGENZIA #ENTRATE-RISCOSSIONE E NOTIFICHE CARTELLE ESATTORIALI: Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione ritengono NULLA la notifica effettuata con POSTE PRIVATE
venerdì 31 gennaio 2020 - 20:41

Sul punto sono finalmente intervenute le Sezioni Unite con sentenza n. 299/2020 stabilendo la nullità della notifica degli atti giudiziari eseguita dall'Ente Riscossore per mezzo delle poste private. Questo perché quando l'operatore privato procede alla notifica dell'atto giudiziario non è munito della dovuta licenza che conferisce certezza legale alla stessa nella data di consegna in cui avviene. In particolare, secondo la Corte, "occorre che vi sia una precisa sequenza procedimentale diretta a documentare le attività compiute in relazione all'accettazione del plico da spedire e quindi a identificare la certa provenienza delle attestazioni su giorno e numero della raccomandata". Attenzione, pertanto, a visionare come sia stata eseguita la notifica delle cartelle esattoriali, delle intimazioni di pagamento, dei fermi amministrativi e delle comunicazioni preventive di iscrizioni ipotecarie, in quanto potrebbe essere viziata e pertanto impugnata dinanzi agli organi giudiziari competenti. Altra sentenza importante che conferma la circostanza che molto spesso le cartelle notificate sono viziate da errori commessi in fase di formazione dell'atto e quindi impugnabili ed annullabili, per questo motivo è sempre necessario operare le verifiche del caso prima di pagare le somme richieste dal fisco.

 
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