#DEBITO #BANCARIO E #CORONAVIRUS: Sottoscritte dall'ABI (Associazione Bancaria Italiana) a tutela delle imprese l'accodo per rinegoziare i vari finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020.

martedì 31 marzo 2020 - 20:58

Venerdì 6 marzo 2020, l'ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese hanno sottoscritto un Addendum all'Accordo per il Credito del 2019, in tal modo prorogando l'applicazione della misura "Imprese in Ripresa 2.0". Grazie all'accordo sottoscritto il 6 marzo 2020, l'ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese, le imprese stesse danneggiate dall'emergenza Coronavirus possono usufruire della c.d. moratoria ABI per tutti i finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020. Ciò implica che esse potranno: per i finanziamenti a medio lungo termine (mutui, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie), chiedere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate fino a un anno; Per le operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare, chiedere la sospensione della quota capitale implicita dei canoni di leasing. Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell'ammortamento. Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni. L'Addendum, al quale aderiscono il 90% delle banche in tutta Italia, è immediatamente operativo. Inoltre, la misura prevede che, ove possibile, le Banche offrano condizioni migliorative rispetto a quelle esplicitamente previste dall'accordo, e ciò al fine di andare incontro alle esigenze delle imprese richiedenti. Le misure stabilite dalla moratoria ABI appaiono, in questo delicato momento storico convenienti non solo per l'azienda – la quale evita in tal modo la segnalazione in Centrale Rischi (con conseguente revoca degli affidamenti) -, ma anche per la banca, che può evitare di dover qualificare il credito come deteriorato, e così di inserire gli accantonamenti di legge che "assorbono" il capitale sociale. Ciò appare tanto più rilevante in considerazione del fatto che la nuova disciplina sulla segnalazione dei crediti deteriorati e delle società in default non è stata interessata da alcuna modifica da parte del Decreto legge 18/2020. Pertanto, la crisi in atto può costituire, se ben sfruttata, una possibile chance per le imprese che vogliano rinegoziare o ristrutturare il proprio debito, mediante richiesta alla banca di nuova liquidità, la pattuizione di accordi più sostenibili con i creditori o la definizione di un piano di risanamento, tanto più alla luce del fatto che il D.L. n. 9/2020, recante "Misure urgenti di sostegno per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", ha disposto lo slittamento dell'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi di Impresa. I nuovi sistemi di allerta e le segnalazioni agli Organismi di composizione della crisi (Ocri), infatti, entreranno in vigore a partire dal 15 febbraio 2021. L'azienda potrà dunque utilizzare gli strumenti stragiudiziali attualmente in vigore per contrastare la crisi, proprio a partire dal Piano Attestato di Risanamento che, in questo momento storico, rappresenta lo strumento più agile e veloce per garantire la continuità di impresa consentendo un blocco delle azioni, su base volontaria e consensuale, con i principali creditori, tra cui le banche.

 
 
 

OBBLIGAZIONI ED ADEMPIMENTO: L'emergenza Covid19 può legittimare l'inadempimento del debitore?

lunedì 30 marzo 2020 - 17:52

Con l'avvento del #Coronavirus e l'adozione di misure molto stringenti su tutto il territorio nazionale, ci si chiede se le misure di contenimento contemplate dai vari decreti ministeriali possano costituire una prescrizione utile ad esonerare il debitore che non esegua la prestazione. L'art. 1218 c.c., dispone che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. La prestazione ben può essere impossibile da eseguirsi se l'impossibilità deriva da fatto da provvedimento dell'autorità che – intervenuto in un momento successivo dell'assunzione della obbligazione e determina l'oggettiva impossibilità di portare a termine il programma obbligatorio secondo le linee concordate con il creditore. Il decreto Cura Italia, all'articolo 91, introduce il comma 6 bis all'art 3 del dl 6/2020, disponendo che "il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell'esclusione ai sensi e per gli effetti dell'art. 1218 e 1223 cc". Ne deriva che il rispetto delle misure di contenimento che limitano le possibilità di movimento delle persone al fine di evitare il diffondersi del COVID-19 può essere valutata dal giudice al fine di esonerare il debitore dall'adempimento della prestazione. Quindi sia per chi aveva concordato dilazioni di pagamento sia per chi avesse pattuito l'esecuzione di determinate attività/servizi, se il decreto 6/2020 avesse bloccato l'operatività personale o aziendale, si andrà esenti da responsabilità e dal pagamento dei danni o dalla decadenza del beneficio del termine per i pagamenti #rateali.

 
 
 

#DEBITO PUBBLICO E M.E.S. : Breve analisi su un tema tanto discusso e poco conosciuto.

venerdì 27 marzo 2020 - 17:19

In questi giorni non c'è stato un solo momento in cui i mass media o la gente comune non abbiano ascoltato e/o pronunciato la seguente parola: #M.E.S. acronimo di Meccanismo Europeo di Stabilità. Ma procediamo per gradi e facciamo chiarezza: Cos'è il M.E.S.? Precisamente si tratta di un meccanismo di stabilità ovvero di un fondo monetario "salva Stati" nato nel 2012, grazie a modifiche apportate al Trattato di Lisbona, a cui possono accedere tutti i Paesi Europei in difficoltà economica mediante la fruizione di prestiti singolari. Per capire meglio come "funzioni il M.E.S." possiamo individuare 3 fasi distinte: 1- Lo Stato in difficoltà avanza al Presidente del Consiglio dei governatori del fondo salva-Stati richiesta di assistenza 2- Il MES chiede alla Commissione UE di valutare lo stato di salute del Paese che ha chiesto aiuto e di definire il suo fabbisogno finanziario. In questa fase l'esecutivo comunitario e la BCE (e se necessario il FMI) analizzano se la crisi di quello Stato può contagiare il resto dell'Eurozona. 3- Dopo la valutazione, l'organo plenario del MES decide di agire e aiutare il Paese in difficoltà (il tutto più o meno nell'arco di 7 giorni dalla data di presentazione della richiesta formale di assistenza) con prestiti. Recentemente l'Europa ha deciso di riformare l'istituto del M.E.S. ed è proprio questa eventualità che ha acceso nelle ultime ore un profondo dibattito in Italia. Dettagliatamente le "nuove condizioni" su cui tanto si sta discutendo sono le seguenti: 1)non essere in procedura d'infrazione; 2) vantare un deficit inferiore al 3% da almeno due anni; 3)avere un rapporto debito/PIL sotto il 60% (o, almeno, aver sperimentato una riduzione di quest'ultimo di almeno 1/20 negli ultimi due anni, insieme ad un'altra serie di paletti non facilmente giudicabili a livello oggettivo. In sintesi questo è quanto, ovviamente la pandemia derivanti dal #COVID19 ha sospeso ogni analisi della questione e tutto è stato differito a data da destinarsi.

 
 
 

#DEBITO #BANCARIO: La Cassazione con pronuncia n.5598/2020 ha mutato il suo orientamento in tema di art 1957 cc in tema di fideiussione.

mercoledì 25 marzo 2020 - 16:07

La Cassazione con la sentenza n.5598/20, afferma chiaramente che l'art. 1957 cc sia applicabile anche al contratto autonomo/atipico di garanzia. Questo è un dato molto importante e vi spieghiamo perché: Capita spesso che le banche, pur non avendo cercato di recuperare il credito dal proprio debitore (che magari poi è anche fallito o nullatenente), avanzano richieste di pagamento nei confronti del Garante e, per liberarsi della responsabilità della propria inerzia (sanzionata appunto dall'art. 1957 cc), chiedono al Giudice che la fideiussione venga qualificata come contratto autonomo. La conseguenza della qualificazione della fideiussione in termini di contratto autonomo (molto frequente) da la possibilità alle banche di andare esenti da proprie responsabilità, per non aver cercato di recuperare il proprio credito nei tempi stabiliti dalla norma citata, ossia entro 6 mesi dalla scadenza dell'obbligazione principale. Quindi quella in esame è una sentenza importante, perché evita che il creditore possa scegliere su chi rivalersi senza rispettare i principi di buona fede contrattuale (quasi sempre sarà la persona fisica a subire, la quale garantisce le obbligazioni assunte da persone giuridiche) Pare tuttavia utile inquadrare questa disamina anche sotto il profilo storico, perché la decisione della Cassazione, non è ancora l'approdo definitivo della tutela del fideiussore. L'art. 1957 cc prevede che il fideiussore rimanga obbligato anche dopo la scadenza dell'obbligazione principale, purché il creditore abbia, entro sei mesi dalla predetta scadenza, proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate... Ben sappiamo che per decenni la giurisprudenza ha considerato questa norma derogabile nei confronti di tutti i garanti, arrivando addirittura ad affermare che essa fosse espressione del principio di accessorietà e che quindi potesse applicarsi solo alla fideiussione, ma non al contratto autonomo, che difetta di accessorietà (ossia è sganciato dall'obbligazione principale, tanto che il fideiussore è costretto a pagare pure se l'obbligazione principale è nulla). Sappiamo anche che a lungo questa deroga non sia stata considerata neppure una clausola vessatoria. La situazione in merito alla vessatorietà va tuttavia mutando radicalmente, tanto che nei confronti del fideiussore consumatore la deroga all'operatività dell'art.1957 cc è considerata clausola vessatoria e quindi nulla. Rimaneva, quindi, solo apparentemente irrisolto il problema dell'applicabilità dell'art.1957 cc al contratto autonomo. Il primo Tribunale ad affrontare in modo corretto la questione è stato quello di Firenze, il quale in una recente pronuncia, ha espressamente stabilito che: "La autonomizzazione dei rapporti tra garante e garantito da una parte, e tra debitore e garantito dall'altra, è pertanto piena sotto il profilo dell'assenza di accessorietà, tanto che il garante non avrà alcun diritto di attingere a vicende e fatti intercorsi tra garante e debitore per paralizzare la semplice richiesta avanzata da garante. In altri termini, l'art. 1957 cc, nel caso in questione, non riverbera alcun effetto sulla autonomia dei rapporti, ma incide esclusivamente sulle modalità di azione del creditore garantito, imponendogli l'onere di agire giudizialmente contro il debitore quale presupposto per l'escussione della polizza. Qualche giorno fa è intervenuta anche la Suprema Corte di Cassazione sul punto. Nella sentenza del 28 Febbraio 2020 ha affermato espressamente: "Ed invero, la deroga all'art. 1957 c.c. non può ritenersi implicita neppure laddove sia inserita, all'interno del contratto di fideiussione, una clausola di "pagamento a prima richiesta", o altra equivalente,... perché la disposizione è espressione di un'esigenza di protezione del fideiussore che, prescindendo dall'esistenza di un vincolo di accessorietà tra l'obbligazione di garanzia e quella del debitore principale, può essere considerata meritevole di tutela anche quando tale collegamento sia assente..." Quindi c'è un espresso richiamo al dovere di correttezza e buona fede, infatti la Suprema Corte parla di esigenza di protezione del fideiussore. Pertanto derogare all'articolo 1957 cc non solo determinerebbe la vessatorietà della clausola (quindi la nullità della stessa) per il Consumatore, ma essa è radicalmente nulla, perché consiste in un salvacondotto alla violazione della correttezza e buona fede nei rapporti tra creditore e debitore (art. 1175 cc). Le banche sono perfettamente consapevoli dell'applicabilità stessa dell'art 1957 cc anche al contratto autonomo di garanzia solo che nel tempo hanno approfittato di una visione giurisprudenziale non troppo attenta alla tutela del contraente debole. Coglieremo gli sviluppi giurisprudenziali sul tema e li affronteremo appena avremo novità.

 
 
 
#COVID 19 INTERVENTI PER #IMPRESE E FAMIGLIE: Breve sintesi sugli interventi per alleviare le esposizioni per imprese e famiglie in tema di scadenze fiscali e attività di riscossione.
lunedì 23 marzo 2020 - 20:40

Proseguiamo con l'analisi del #decretosalvaitalia n. 18/2020 emanato dal governo il n 18/2020 per capire come potranno essere gestite le scadenze fiscali e quali strumenti saranno adottati dall'AER (Equitalia) per alleviare il disagio che tutti noi stiamo vivendo. - In primo luogo è disposta la sospensione dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e di addebito, in scadenza nel periodo compreso tra l'8 marzo e il 31 maggio 2020. - Sono sospese le attività di notifica fino al 31 maggio 2020, di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione; - E' differita al 31 maggio 2020 la rata scaduta il 28 febbraio relativa alla "Rottamazione-ter" e la rata in scadenza il 31 marzo del "Saldo e stralcio". - E' interrotta l'attività di riscossione ovvero la notifica di nuovi pignoramenti presso terzi, preavvisi di ipoteche e fermi amministrativi - E' prevista la chiusura degli sportelli di AER al pubblico dal 18 al 25 marzo, quindi per necessità ci si dovrà recare dopo tale data presso questi uffici. Per maggiori info visitate il nostro sito: http://studiolegaledmg.it/admin/stx/index.php

 
 
 
COVID 19 INTERVENTI PER IMPRESE E FAMIGLIE: Una breve sintesi sugli interventi per alleviare le esposizioni bancarie per famiglie ed imprese.
venerdì 20 marzo 2020 - 18:14

La nostra già fragile economia è costretta a subire un altro duro colpo dato dalla sicura recessione che porterà il COVID 19, come è ovvio in questo periodo tutta la nostra attenzione è attratta dalle dolorose notizie della conta delle vittime e di quanti sono in cura. Ma è altrettanto necessario focalizzarci sul futuro e sulla gestione dell'emergenza da parte del nostro immenso patrimonio produttivo affinché non appena l'emergenza sarà passata si possa ripartire con velocità senza subire troppo il peso delle scadenze e degli impegni economici che pure corrono. Il nostro Governo con il decreto legge del 17/03/2020 n.18 ha dato una prima risposta alle tante istanze sollevate dal mondo produttivo, di seguito riporto in questo mio primo video vi illustrerò le misure di sostegno finanziario per le imprese contenute nell'art 56 del decreto, in particolare si è disposto quanto segue: - In primo luogo non possono essere revocati gli affidamenti accordati ed in essere alla data del 29/02/20, tutte le posizioni pendenti saranno prorogati sino al 30 settembre 2020; - Lo stesso vale per i prestiti la cui scadenza contrattuale ricadrebbe nell'intervallo tra il 29/02/20 ed il 30/09/20, le citate scadenze saranno prorogate alla data del 30/09/20; - Per quanto concerne i mutui e gli altri finanziamenti il cui rimborso avviene con modalità rateale, in questa categoria sono comprese anche i leasing, tutte le rate sono sospese sino al 30/09/20, le somme scadute saranno dilazionate senza formalità o costi. Queste sono le prime misure aventi lo scopo di non disperdere la poca liquidita presente nella casse delle aziende e delle famiglie. Faremo altri post per illustrare le ulteriore misure adottate dal nostro esecutivo.

 
 
#BANCA ED INVESTIMENTI: Nel caso di intermediazione finanziaria le informazioni circa il rischio dell'investimento deve essere sempre effettivo.
mercoledì 18 marzo 2020 - 19:24

Il Tribunale di Firenze ha stabilito che l'intermediario è tenuto ad informare il cliente non solo sulle caratteristiche oggettive dello strumento finanziario, ma anche dei concreti scenari probabilistici, noti o conoscibili dall'intermediario all'epoca della stipula, così da consentire al cliente di valutare consapevolmente la scelta di investimento. Ove l'intermediario non dimostri di aver fornito tale informazione, può essere accolta la domanda di risoluzione del contratto, perché tale inadempimento è da ritenersi grave ai sensi dell'art. 1455 c.c. in quanto il cliente, ove opportunamente informato, si sarebbe con ogni probabilità astenuto dalla sottoscrizione dello strumento finanziario (nel caso di specie IRS con finalità di copertura) derivato e non avrebbe quindi subito il danno economico poi verificatosi. Il Tribunale ha pertanto condannato l'intermediario al rimborso dei flussi finanziari negativi prodotti a carico del cliente, secondo le regole dell'indebito oggettivo

 
 
#FALLIMENTO E #PROCEDURA DI #ESDEBITAZIONE: Il fallimento non può condizionare l'introduzione della procedura di esdebitazione.
lunedì 16 marzo 2020 - 18:19

Il Tribunale di Lecco ha stabilito che la verifica degli "atti in frode" prevista in fase di apertura del procedimento di liquidazione del patrimonio non può assolutamente condizionare l'avvio della liquidazione né tanto meno pregiudicare il futuro giudizio di esdebitazione, giudizio all'interno del quale soltanto possono trovare spazio e adeguata giustificazione le valutazioni sulla correttezza del contegno del debitore. Pertanto non sussiste una ipotesi di automatica esclusione alla procedura prevista dalla L.3/2012 anche quando i debiti derivino dallo svolgimento della attività di impresa.

 
 
#DEBITO #BANCARIO: Prescrizione #interessi #anatocistici e termine per ripetizione
venerdì 13 marzo 2020 - 09:48

Il Tribunale di Mantova, con sentenza del 4/12/2008, ritenuta l'operatività della prescrizione nei limiti del decennio, calcolato a ritroso dalla notifica dell'atto di citazione, ha accolto la domanda con riferimento agli interessi ultra legali e all'antocismo, escludendo la pattuizione della commissione di massimo scoperto, e ha condannato la Banca a pagare al correntista la somma di Euro 16.027,47. Con questa pronuncia le Sezioni Unite hanno affermato che qualora, dopo la cessazione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisca per far dichiarare la nullità della clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale, a cui tale azione di ripetizione è soggetta, decorre, ove i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto in cui sono stati registrati gli interessi non dovuti, perchè il contratto di conto corrente bancario collega le varie operazioni sostituendo ai pagamenti e alle riscossioni, gli accreditamenti e gli addebitamenti sul conto, attraverso una registrazione contabile continuativa delle diverse operazioni, non attraverso una compensazione, in senso tecnico, come modalità di estinzione delle obbligazioni nè attraverso pagamenti in senso tecnico.

 
 
EMERGENZA CORONAVIRUS: Atteso Decreto Legge sulla sospensione delle rate dei mutui e sul rinvio del pagamento delle tasse
giovedì 12 marzo 2020 - 18:54

Si attendono nelle prossime ore nuove misure economiche a sostegno delle famiglie italiane e delle piccole medie imprese per l'emergenza Coronavirus. Attenzione però che tali misure non riguarderanno indistintamente tutti. Per quanto concerne i mutui, la sospensione dovrebbe riguardare solo le prime case. Inoltre, coloro che potranno accedere a tale misura saranno i soggetti con comprovate riduzioni dell'orario di lavoro o sospensione dal lavoro, oppure chi con la propria ditta individuale o piccola impresa è in seria difficoltà con il fatturato mensile in seguito all'allarme Coronavirus. La sospensione delle rate (fino a un anno) comporterà l'allungamento del piano di ammortamento. E' previsto anche il rinvio del pagamento delle tasse e dei contributi, in alcuni casi, anche la loro parziale cancellazione. Come per mutui, la misura dovrebbe riguardare persone e imprese effettivamente danneggiate dalla crisi, con una perdita di fatturato del 25%. Il primo rinvio riguarderà la scadenza del 16 marzo, per il versamento dell'Iva. Successivamente ne arriveranno altre. Vi aggiorneremo nelle prossime ore. Nel frattempo teniamo duro e #restiamoacasa

 
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