DEBITO BANCARIO E DIRITTI DEL CORRENTISTA: La Cassazione si esprime ancora sul diritto ad ottenere tutta la documentazione bancaria in qualsiasi momento il correntista la richieda.

venerdì 08 novembre 2019 - 18:58

Ritorna sul punto la Suprema Corte di Cassazione con la Sentenza n. 27769 del 30 ottobre 2019 confermando il principio secondo cui il cliente della banca ha diritto di ottenere la documentazione inerente ad ogni operazione cui è in concreto interessato e, a tal fine, può limitarsi a fornire alla banca gli elementi minimi indispensabili per l'individuazione dei documenti richiesti. Quindi senza particolari oneri, semplicemente chiedendo tutta la documentazione relativa alla propria posizione ed ai propri rapporti bancari. Inoltre conferma un ulteriore punto, ossia che può essere richiesta in qualsiasi momento, anche in sede giudiziaria, soprattutto in virtù dell'espletamento di una perizia econometrica volta alla verifica dell'applicazione di interessi illegittimi sui rapporti bancari contestati (contratti di conto corrente, mutui, finanziamenti, leasing ecc...). Dunque a prescindere dalla circostanza che la richiesta documentale sia stata avanzata o meno in una fase antecedente. Ciò è di notevole importanza in quanto frequentemente capita che i Giudici non accolgano tale tipo di richiesta in corso di causa in quanto non presentata per tempo, ossia impugnando gli estratti conto nel corso del rapporto bancario oppure inoltrando apposita istanza alla Banca prima di iniziare il giudizio, integrando così un diniego del tutto illegittimo. Per maggiori info: http://www.studiolegaledmg.it/studio-legale.php?br=t

 
 
 

#CRISI #D'IMPRESA: Perdita di continuità aziendale, crisi e insolvenza.

giovedì 07 novembre 2019 - 20:17

Il Codice della Crisi di impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019) illustra tre stadi in cui può manifestarsi la condizione di difficoltà dell'impresa, ovvero: 1. la perdita della continuità aziendale; 2. la crisi; 3. l'insolvenza. Il primo stadio della condizione di difficoltà dell'impresa che viene affrontato è quello della perdita di continuità aziendale, definita come "la capacità dell'azienda di continuare a costituire un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro, relativo a un periodo di almeno dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio". Finchè l'impresa si trova in questa fase, non si innescano gli specifici obblighi previsti dal Codice della crisi, e si può perciò dire che la situazione – seppur critica – può essere ancora affrontata dall'imprenditore usando una certa discrezionalità e autonomia. Si parla, poi di "crisi", nel significato del Codice così come indicato all'articolo 2, comma 1, lett. a), quando si ha uno "stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza del debitore, e che per l'impresa si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici per fa fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate"; si può quindi dire che vi è "crisi" quando vengono meno le condizioni di equilibrio economico e finanziario dell'impresa capaci di compromettere la prospettiva di continuità aziendale. Si ha infine "insolvenza", secondo la definizione di cui alla lett. b), del comma 1, dell'articolo 2 del Codice, quando la condizione dell'impresa si manifesta con "inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni". È dunque fondamentale riuscire a comprendere tempestivamente in quale dei tre stadi si trovi l'impresa in difficoltà al fine di affrontare e contrastare le problematiche sussistenti attraverso interventi preventivi. Il nostro studio ha maturato, da anni, una significativa esperienza nelle ristrutturazioni del debito e nelle procedure concorsuali, assistendo di volta in volta società in crisi e i loro soci intervenendo al loro fianco per intraprendere tutti i provvedimenti necessari per uscirne vittoriosi.

 
 
 

#CRISI #D'IMPRESA: Misure di allerta sono stati pubblicati gli indicatori redatti dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Commercialisti.

martedì 05 novembre 2019 - 18:29

#CRISI #D'IMPRESA: Misure di allerta sono stati pubblicati gli indicatori redatti dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Commercialisti. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, durante il convegno sulla crisi d'impresa tenutosi a Firenze, ha pubblicato gli indici di allerta, elaborati in base a quanto disposto dall'art. 13, comma 2, del Codice della crisi e dell'insolvenza. In particolare si è ribadito che la presenza di uno stato rilevante di crisi, nei canoni di cui all'art. 13 comma 1, è diagnosticata attraverso la preliminare rilevazione della presenza di ritardi reiterati e consistenti nei pagamenti nonché mediante la verifica della presenza di un patrimonio netto negativo o inferiore al minimo di legge, in ultimo attraverso l'evidenza della non sostenibilità del debito nei sei mesi successivi attraverso i flussi finanziari liberi al servizio dello stesso. Inoltre il suindicato documento sviluppato dal Consiglio Nazionale prevede l'impiego del "DSCR" (Debt Service Coverage Ratio), in virtù del quale vengono individuati i relativi approcci di misurazione. Specificamente si tratta – precisano i commercialisti - di un indice che interiorizza l'ottica "forward looking"- criterio imposto dall' l'art. 14 C.C.I. quando richiede la "valutazione del prevedibile andamento aziendale". Dall'altra parte è stato stabilito che qualora il DSCR non sia disponibile, o i dati prognostici occorrenti per la sua determinazione siano ritenuti non sufficientemente affidabili (anche dagli stessi organi di controllo), si ricorrerà, sempreché la situazione di crisi non sia già stata intercettata dal patrimonio netto negativo o dalla presenza di reiterati e significativi ritardi, all'impiego combinato di una serie di cinque indici, con soglie diverse a seconda del settore di attività, che dovranno allertarsi (tutti) congiuntamente. Pertanto riportiamo i seguenti indici: a)indice di sostenibilità degli oneri finanziari in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato; b)indice di adeguatezza patrimoniale in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali; c)indice di ritorno liquido dell'attivo in termini di rapporto da cash flow e attivo; d)indice di liquidità in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine; e)indice di indebitamento previdenziale e tributario in termini di rapporto tra l'indebitamento previdenziale e tributario e l'attivo. Lo studio legale resta costantemente aggiornato sui nuovi scenari paventati dal "Nuovo Codice della Crisi d'Impresa" allo scopo di guidarvi nella scelta migliore.

 
 

#DEBITO #ESECUZIONE #FORZATA: Chiusura anticipata del processo esecutivo per mancata produzione della certificazione attestante la proprietà del bene pignorato.

lunedì 04 novembre 2019 - 21:37

La certificazione attestante la proprietà del bene pignorato in capo al debitore esecutato in base ai registri immobiliari – conseguenze in caso di mancata produzione. In tema di espropriazione immobiliare, il giudice dell'esecuzione ha il dovere di richiedere, ai fini della vendita forzata, la certificazione attestante che, in base alle risultanze dei registri immobiliari, il bene pignorato è di proprietà del debitore esecutato sulla base di una serie continua di trascrizioni di idonei atti di acquisto riferibili al periodo che va dalla data di trascrizione del pignoramento fino al primo atto di acquisto anteriore al ventennio dalla trascrizione stessa, la cui mancata produzione, imputabile al soggetto richiesto, consegue la dichiarazione di chiusura anticipata del processo esecutivo. Cassazione civile, sez. III, 11 Giugno 2019, n. 15597.

 
 
DEBITO AGENZIA ENTRATE RISCOSSIONE: La Commissione Tributaria di Cremona accoglie l'eccezione del nostro Studio sulla invalidità della procura dell'Ente Riscossore rilasciata ad avvocati del libero Foro
giovedì 31 ottobre 2019 - 20:04

Con Sentenza n. 44/1/19 la Commissione Tributaria di Cremona ha accolto l'eccezione preliminare svolta dal nostro Studio sull'invalidità della procura di Agenzia Entrate-Riscossione e, quindi, sull'invalidità della costituzione in giudizio dell'Ente riscossore. La nostra difesa si articolava sul fatto che AER, costituitasi attraverso un difensore del libero foro, avesse errato, in quanto la normativa prevede che la difesa avvenga attraverso un funzionario interno all'Ente o attraverso l'Avvocatura dello Stato. In questo modo le difese espletate da Agenzia Entrate-Riscossione sono state ritenute nulle, dunque inesistenti, e non sono state utilizzate nel giudizio, con il conseguente accoglimento del Ricorso del Contribuente.

 
 
 
#TRIBUTI # IMU: Illegittima la duplice imposizione qualora le unità immobiliari siano contigue ma catastalmente distinte.
mercoledì 30 ottobre 2019 - 22:03

La CTP Palermo, sez. XI, con la sentenza n. 3242/2019 ha disposto che "In tema di IMU è illegittima la duplice imposizione riferita a due unità immobiliari catastalmente distinte ma contigue, anche nell'ipotesi in cui queste siano oggetto di differente iscrizione catastale, qualora le stesse vengano utilizzate come unica abitazione e dalle caratteristiche tecnico – abitative (unicità degli impianti, dell'ingresso, del vano di disimpegno, etc.) o dalla relazione peritale emerga l'unicità dell'immobile e che lo stesso non possa che essere utilizzato nel suo complesso. " La massima suindicata viene emessa per risolvere la questione nata all'interno di un piccolo Comune dell'hinterland della Città metropolitana di Palermo, il quale notificava a due contribuenti altrettanti distinti avvisi di accertamento per omesso versamento IMU inerenti all' anno 2012 riferiti ad una abitazione della quale gli stessi risultavano comproprietari. Pertanto quest'ultimi impugnavano i succitati provvedimenti eccependo di essere residenti in un fabbricato di loro proprietà che risultava costituito da una unica unità immobiliare, sebbene edificata su due piani distinti, il quale aveva un unico ingresso, unicità di impianti tecnologici e caratteristiche tecniche tali da non consentire una utilizzazione separata. Evidenziavano, inoltre, che la differenziazione catastale dei due piani era stata determinata dal fatto che la realizzazione del primo piano era avvenuta in epoca successiva rispetto al piano terra; Così la Commissione territoriale, a sostegno della propria decisione, ha stabilito che la"...l'immobile in oggetto, sebbene realizzato su due piani è da considerare quale unica unità immobiliare ed allo stesso va quindi applicata una unica imposizione ai fini IMU poiché tale unicità risulta tecnicamente provata dalle caratteristiche abitative dell'immobile e dalla unicità degli impianti tecnologici che non consentivano un utilizzo separato delle diverse porzioni di unità immobiliare" Nonostante ai fini IMU l' "abitazione principale" - secondo la previsione dell'art. 12 c. 2 del D.L. n. 201/2011 -è "l'immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare in cui il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente". In conclusione, alla luce di quanto disposto, nella prassi l'unico modo per ottenere l'agevolazione su tutte le unità immobiliari che compongono l'immobile "unito di fatto" è quindi quello di provvedere alla loro "fusione" catastale ovvero alla loro "fusione fiscale" tramite la presentazione di un'apposita dichiarazione catastale per ciascuna della unità che compone l'immobile "unito di fatto" dando evidenza ai fini fiscali dell'unione di fatto sia ai fini Imu sia ai fini Tasi. Tanto più che l'Agenzia delle Entrate, in tema di fusione fiscale di unità immobiliari "unite di fatto" con Circolare n. 27/2016 ha espresso chiaramente la necessità che le unità "non debbano solamente essere contigue, ma debbano essere anche unite di fatto" nonchè prive di autonomia reddituale. Il nostro Studio Legale, da anni segue controversie di natura tributaria e con la sua consueta esperienza, resta disponibile analizzare questioni controverse.

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO: Con l'insinuazione al passivo fallimentare la Banca ha l'onere di produrre gli estratti conti integrali dall'inizio del rapporto
martedì 29 ottobre 2019 - 20:21

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, in tema di ammissione al passivo fallimentare, nell'insinuare il credito da saldo negativo di conto corrente, la Banca ha l'onere di dare conto dell'intera evoluzione del rapporto tramite il deposito degli estratti conto integrali. È necessario, rendere conto analitico e continuo dello svolgimento dell'intero rapporto di conto corrente, per sua natura caratterizzato dal concorrere tanto di poste attive, quanto di poste passive alla progressiva formazione del saldo del conto medesimo. Secondo quanto non è accaduto nella specie concreta, l'estratto posizione rischio autenticato D.lgs. n. 385 del 193, ex art. 50, relativo al conto corrente, non possedeva, per sua propria natura, l'analiticità che si mostra propria degli estratti conto trimestrali. Così si è pronunciata la Cassazione Civile, sez. VI, con la sentenza n. 17640 del 1° luglio 2019.

 
 
#CRISI #D'IMPRESA: L'imprenditore deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi il riformato art. 2086 c.c
lunedì 28 ottobre 2019 - 18:13

Tra i principi generali del nuovo "Codice della Crisi di Impresa e dell'Insolvenza" l'art. 3, rubricato "Doveri del debitore" dispone che: "1. L'imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte. 2. L'imprenditore collettivo deve adottare un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell'articolo 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell'assunzione di idonee iniziative". Per questi motivi deduciamo evidentemente che l'emersione anticipata della crisi e la costituzione di un adeguato sistema di rilevazione della stessa è alla base delle novità introdotte dalla riforma. Non a caso, infatti, la finalità di "quest'ultima" è quella di fronteggiare tempestivamente la crisi d'impresa ossia di prevenire "patologie" più gravi, a tale scopo pertanto sono state introdotte le "procedure di allerta e di composizione assistita della crisi", ma l'imprenditore potrà captare i segnali di crisi soltanto se si sarà dotato di un'adeguata organizzazione interna. A tal proposito l'art.14 della "Legge delega" alla lettera b) richiama il dovere dell'imprenditore e degli organi sociali "di istituire assetti organizzativi adeguati per la rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi per l'adozione tempestiva di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi ed il recupero della continuità aziendale " In particolare se l'imprenditore non sarà capace di anticipare l'irreversibilità della crisi, anche per non avere creato un'adeguata struttura amministrativa, incorrerà in gravi responsabilità personali tanto da compromettere anche il proprio patrimonio, diversamente potrà beneficiare, se ne ricorreranno i presupposti, di misure premiali. Concludendo, avvalendoci delle parole espresse nella bozza di accompagnamento alla Riforma dalla "Commissione Rordorf", il nostro studio vi ricorda che: "Le possibilità di salvaguardare i valori di un'impresa in difficoltà sono direttamente proporzionali alla tempestività dell'intervento risanatore e che, viceversa, il ritardo nel percepire i prodromi di una crisi fa sì che, nella maggior parte dei casi, questa degeneri in vera e propria insolvenza sino a divenire irreversibile ed a rendere perciò velleitari – e non di rado addirittura ulteriormente dannosi – i postumi tentativi di risanamento ". Il nostro studio da anni segue le aziende in #crisi o quando si prospetta un periodo di #crisi al fine di affrontare queste criticità con lo scopo di eliminare i rischi dati da situazioni di insolvenza.

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO: Il tasso di mora usurario non suscettibile di alcuna maggiorazione rende gratuito il mutuo
domenica 27 ottobre 2019 - 18:22

Il Tribunale Bari, il 09 Ottobre 2019 ha ritenuto non persuasiva la tesi prospettata dalla banca tesa a dimostrare che, per gli interessi di mora, una diversa determinazione del TEGM attraverso la previsione di una maggiorazione pari al 2,1% come indicato dalla Banca d'Italia, poiché, ai fini della valutazione della soglia di usurarietà, l'art. 644, co. III, c.p. rinvia al limite fissato dall' art. 2, co. IV, della l. 7 marzo 1996, n. 108, che, già in origine, faceva riferimento al tasso medio risultante dall'ultima rilevazione trimestrale pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, le quali rilevazioni trimestrali – criterio ex lege di integrazione della fattispecie normativa della cd. usura oggettiva – non sono affatto comprensive degli interessi di mora contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento. Oltretutto, il calcolo del tasso soglia usurario già è incrementato di ulteriori punti percentuali (attraverso lo spread sul TEGM, sia nella formulazione originaria sia per effetto della riforma normativa di cui al d.l. 70/2011), idonei a ricomprendere specifiche variabili del rapporto di credito anche dovute all'inadempimento di una delle parti. Pertanto, deve condividersi la soluzione per la quale va assunta, come valido il termine di raffronto del TEG contrattuale, il TEGM normativamente stabilito nella specie dal DM in vigore all'epoca della stipula del contratto di mutuo. Pertanto, alla luce dell'evidenziata usurarietà del mutuo, atteso che quanto complessivamente versato dal mutuatario estingue l'obbligo rateale in linea capitale sino alla data di notifica del precetto, è stata sospesa la procedura esecutiva.

 
 
 
DEBITO AGENZIA ENTRATE RISCOSSIONE - ROTTAMAZIONE TER: Qualche delucidazione interessante
venerdì 25 ottobre 2019 - 21:07

Il nuovo decreto fiscale al momento non prevede una riapertura dei termini di saldo stralcio e rottamazione cartelle esattoriali, ma in compenso ha previsto la proroga della scadenza dal 31 luglio 2019 al 30 novembre 2019 per la rottamazione ter, che viene spostata al 2 dicembre in quanto il 30 novembre cade di sabato. Per cui il Contribuente che non ha pagato la prima rata della rottamazione ter a luglio, può mettersi in regola con il Fisco ed usufruire comunque della definizione agevolata. Una novità importante, inoltre, sarà introdotta dal mese di novembre. I Contribuenti, infatti, potranno scegliere quali cartelle esattoriali inserire nella definizione agevolata. La scelta potrà essere effettuata quando sarà messo a disposizione l'apposito servizio sul portale dell'Agenzia delle Entrate Riscossione, che permetterà di selezionare i carichi che si intendono pagare. La nuova funzione permetterà, altresì, di scaricare i relativi bollettini da pagare.

 
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