Sovraindebitamento: decreto di apertura della liquidazione nel registro delle imprese in relazione al socio accomandante di sas

giovedì 24 ottobre 2019 - 20:45

Sovraindebitamento – Annotazione del decreto di apertura della liquidazione nel registro delle imprese – Socio accomandante di società in accomandita semplice – Esclusione Non va disposta l'annotazione nel registro delle imprese del decreto di apertura della liquidazione previsto dall'art. 14 quinquies della legge n. 3/2012 nel caso in cui il debitore interessato sia accomandante di società in accomandita semplice atteso che tale soggetto, per definizione normativa, non svolge attività di impresa. Tribunale Mantova, 24 Settembre 2019

 
 

#DEBITO #BANCARIO: SE LA BANCA NON PRODUCE IL CONTRATTO DI CONTO CORRENTE LO STESSO E' NULLO

mercoledì 23 ottobre 2019 - 20:37

Una recente pronuncia del Tribunale di Pescara del febbraio 2019, ha stabilito che è nullo il contratto di conto corrente qualora la banca non abbia prodotto in giudizio tutta la documentazione relativa al rapporto intercorso tra la stessa e i correntisti. Nel caso di specie infatti il correntista, ai sensi dell'art. 119 del Testo Unico Bancario, chiedeva che la banca gli fornisse la documentazione relativa al contratto di conto corrente e dei relativi estratti conto, tuttavia, a tale richiesta, la banca non dava riscontro. In questo caso, pertanto, l'onere probatorio ricade sull'istituto di credito il quale, non avendo fornito la prova di una valida pattuizione scritta veniva condannato dal Tribunale a restituire al cliente tutti gli addebiti non giustificati da alcuna pattuizione disponendo altresì la nullità di tale contratto di conto corrente.

 
 

#CRISI #D'IMPRESA: Insolvenza prospettica, crisi e insolvenza, distinzione e criteri di valutazione

mercoledì 23 ottobre 2019 - 09:37

Nell'indagine del tema dell'insolvenza prospettica, va tenuto presente che le procedure vanno intese non per porre rimedio ex post a situazioni dannose, come ad esempio accade con le azioni revocatorie, bensì alla luce della loro evoluzione imposta dalle direttive europee, come strumenti di emersione tempestiva della crisi con lo scopo di ridurre al minimo l'impatto della stessa ed il pregiudizio delle ragioni creditorie. Se è vero che la irreversibilità della crisi consiste in una previsione negativa sulla possibilità che i creditori possano trovare integrale soddisfazione, esiste tuttavia una zona grigia, una fase in cui la crisi non si manifesta con inadempimenti o altri fatti esteriori, così che, in questa ipotesi, diviene importante capire quando si è di fronte alla c.d. insolvenza prospettica o ad una vera e propria crisi più o meno grave, tenendo presente che l'insolvenza prospettica non può che essere legata ad un orizzonte temporale molto contenuto, perché quanto più la prognosi è lontana nel tempo, tanto più si possono inserire nel meccanismo imprenditoriale fattori nuovi ed imprevedibili. Al riguardo può essere utile ricordare che nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, che entrerà in vigore nell'agosto 2020, l'insolvenza prospettica assume rilevanza come situazione di pericolo che giustifica la segnalazione interna affidata all'organo di controllo o quella esterna affidata ai grandi creditori istituzionali; tuttavia, il rilievo dato a tale condizione dell'impresa nell'ambito delle misure di allerta ha lo scopo di adottare strumenti di prevenzione dell'insolvenza e non certo quello di consentire una indiscriminata declaratoria di fallimento di tutti le imprese che, in una prospettiva anche abbastanza prossima (sei mesi appunto), potrebbero non essere in grado di far fronte alle scadenze dei propri debiti. Per tale ragione, il concetto di insolvenza prospettica deve essere declinato nella fattispecie concreta con la necessaria prudenza, tenendo di volta in volta conto della situazione dell'impresa e della sua eventuale complessità. (Tribunale Milano, 03 Ottobre 2019). Il nostro studio da anni si occupa di gestione della crisi di impresa e della ristrutturazione del debito

 
 
 

#DIRITTO #FALLIMENTARE: Quando una società può essere dichiarata fallita?

lunedì 21 ottobre 2019 - 19:04

Il nuovo indirizzo giurisprudenziale tracciato dal Tribunale di Milano nella sentenza del 3 ottobre n. 1357/2019 in simbiosi al concetto d'insolvenza prospettica nel nuovo codice della crisi d'impresa. La recentissima sentenza del Tribunale di Milano – Sezione Fallimentare- n. 1357/2019 del tre ottobre ha disposto che « In virtù dell'attuale legge fallimentare in vigore l'insolvenza che giustifica una sentenza dichiarativa di fallimento deve essere, per forza di cose, attuale, e non meramente "prospettica" » . A tal proposito viene definita come "prospettica" l'insolvenza che ancora non si sia verificata, ma di cui sia possibile prevedere l'insorgenza futura in un determinato arco temporale. Per questi motivi quando una società non abbia alcuna esposizione previdenziale o tributaria, funzioni regolarmente, non sia oggetto di iniziative esecutive o monitorie, appaia in grado di fornire i servizi propri della sua attività, né sia prevedibile che subentri a breve l'impossibilità di pagare i suoi debiti non può essere dichiarata fallita. Peraltro la disciplina dell'insolvenza prospettica è stata disciplinata singolarmente nella sua rilevanza previsionale dalla futura riforma contenuta nel Codice della crisi, che entrerà in vigore nell'agosto 2020. In tal caso è stato previsto che abbia rilievo la sola insolvenza che possa verificarsi in un orizzonte temporale semestrale. Tuttavia anche l'insolvenza prospettica merita la sua attenzione in quanto dovrà essere valutata in ogni caso come situazione di pericolo idonea a giustificare la segnalazione interna affidata all'organo di controllo societario, o la segnalazione esterna affidata ai grandi creditori istituzionali. Inoltre bisogna tenere presente che nel caso in cui manchi l'insolvenza attuale, e tuttavia sia prevedibile che la difficoltà finanziaria in cui versa un'impresa possa successivamente aggravarsi, si può e si dovrà ricorrere ad una procedura "minore", prevista anche in caso di semplice crisi. Infine specificatamente potrà ricorrersi ad una procedura minore anche quando vi sia l'insolvenza attuale, la quale sussiste peraltro non solamente in caso di insolvenza conclamata e risalente, ma anche quando essa sia imminente, ossia stia per manifestarsi all'esterno in tutta la sua gravità e irreversibilità. Il nostro studio da tempo si occupa di gestire le situazione di crisi di impresa e procedure fallimentari.

 
 
 
DEBITO AGENZIA ENTRATE-RISCOSSIONE: Come e perché impugnare una cartella esattoriale. Quali sono i vantaggi?
venerdì 18 ottobre 2019 - 20:33

Quando al Contribuente viene notificata una cartella esattoriale, sia essa per tributi (IRPEF, IVA, IRAP, bollo auto ecc...) che per contributi INPS/IVS o per contravvenzioni stradali, occorre sempre chiedersi se sia necessario pagarla oppure se si possa fare ricorso. Per questo è meglio evitare il "fai da te" e rivolgersi ad un professionista del settore che, esaminando la vostra posizione, possa consigliarvi la strada migliore da percorrere. Molto spesso accade, infatti, che la cartella esattoriale sia affetta da vizi di nullità, come ad esempio il vizio di notifica consistente nelle irregolarità delle modalità mediante le quali la cartella è stata portata a conoscenza del contribuente. Vizio di carente o omessa motivazione della cartella, vizio di omessa indicazione del responsabile del procedimento o di sottoscrizione della cartella, oppure l'omesso calcolo degli interessi. Inoltre accade frequentemente che per la maggior parte della somma indicata in cartella sia intervenuta la prescrizione o la decadenza, per cui tali importi dovranno essere annullati. A seconda dell'oggetto della cartella, ossia se contiene tributi, contributi o contravvenzioni le competenti sedi da adire sono la Commissione Tributaria, il Tribunale - Sezione Lavoro o il Giudice di Pace. Ogni organo ha il proprio termine entro il quale presentare Ricorso. I vantaggi sono molti. Innanzitutto la sospensione della cartella stessa e delle eventuali procedure esecutive instaurate dall'Agente della Riscossione, come il fermo del veicolo o il pignoramento del proprio immobile, e poi l'annullamento o comunque la sensibile diminuzione della propria esposizione debitoria nei confronti del Fisco. Il nostro Studio ha maturato una significativa esperienza nella gestione di questo tipo di debito occupandosi ormai da anni del contenzioso nei confronti di Agenzia Entrate-Riscossione.

 
 
 
#DEBITO E MODALITA' DI SOLUZIONE DELLA CRISI
giovedì 17 ottobre 2019 - 21:06

La liquidazione controllata, regolata dagli artt. 268 ss. del nuovo codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, rientra tra le procedure di composizione della crisi, unitamente al piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore ed al concordato minore. Si tratta di un procedimento finalizzato alla liquidazione del patrimonio del consumatore, del professionista, dell'imprenditore agricolo, dell'imprenditore minore, delle start-up innovative ed in generale di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale, che versi in stato di crisi o di insolvenza. Per questi motivi il debitore che si trovi indebitato può chiedere direttamente al tribunale competente l'apertura della procedura di liquidazione controllata dei propri beni. La domanda inoltre può essere presentata anche dal creditore oppure dal P.M. Successivamente con la sentenza di apertura della liquidazione, scatta automaticamente l'interruzione dei processi pendenti ex art. 143 CCII congiuntamente al divieto per i creditori di esperire azioni esecutive sul patrimonio del debitore ex art. 150 CCII. Ma il vero aspetto cruciale è che l'avvenuto deposito dell'istanza di liquidazione sospende il corso degli interessi legali e convenzionali sino alla chiusura del procedimento stesso sui debiti pecuniari dell'indebitato. Il nostro studio grazie alle proprie competenze sarà capace di guidarvi nella scelta della procedura migliore poiché agiamo con la voglia di dimostravi sempre che "non esiste debito che non possa essere sanato".

 
 
SOVRAINDEBITAMENTO E PIANO DEL CONSUMATORE
mercoledì 16 ottobre 2019 - 08:49

Buone notizie per i coniugi che intendono accedere al c.d. #piano del #consumatore, lo strumento introdotto dalla L. 3/2012 che consente, a certe condizioni, di rinegoziare il debito contratto per motivi personali o familiari. Di recente il Tribunale di Napoli ha infatti omologato un piano del consumatore proposto in maniera congiunta da entrambi i coniugi, i quali hanno così potuto ottenere un abbattimento del debito pari al 30%, oltre alla definizione di un piano di rientro in linea con le loro reali possibilità economiche . In particolare, il Tribunale apre alla nozione di sovraindebitamento familiare, avendo i coniugi messo a disposizione entrambi le proprie masse attive e le messe passive che, pure restando distinte, formano un progetto unitario di risoluzione della crisi". L'omologazione del piano conferma un principio di diritto ormai condiviso dalla giurisprudenza di merito prevedendo proprio l'ipotesi di un'unico piano in caso di sovraindebitamento familiare , quindi riconducibile al medesimo nucleo familiare.

 
 
#Sovraindebitamento e soddisfacimento dei creditori mediante cessione dell'intero importo della pensione: #Piano del consumatore - Soddisfacimento dei creditori mediante cessione dell'intero importo della pensione - Esclusione
martedì 15 ottobre 2019 - 17:48

Non può trovare accoglimento il ricorso per ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento del consumatore che preveda, come modalità di pagamento, la cessione dell'intero importo della pensione risultando violati i limiti di cui agli artt. 5 e 68 della legge n. 180/1950 le cui statuizioni hanno natura imperativa. (Trib. Mantova, 05 Settembre 2019. In sostanza il Tribunale ha statuito che non può essere prevista la messa a disposizione dell'intera pensione per soddisfare i creditori in quanto sussiste un limite di legge che stabilisce la somma massima che puo essere resa disponibile a favore dei terzi. Inoltre ha rigettato la procedura in quanto la causa principale dell'indebitamento era derivante nella dedizione al gioco d'azzardo sicché il ricorrente ha colposamente determinato il proprio sovraindebitamento, ricorrendo quindi l'ipotesi di cui all'art. 12 bis co. 3 della legge n. 3/2012.

 
 
 
#CRISI DI #IMPRESA: Strumenti e responsabilità dell'Amministratore.
lunedì 14 ottobre 2019 - 18:24

Il nuovo codice della #Crisi di #Impresa prevede che l'Amministratore debba favorire l'allertamento precoce al fine di favorire il risanamento delle Imprese e porre un presidio sulla robustezza del loro equilibrio economico e finanziario. Un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile deve essere un insieme sistematico di #strumenti che garantiscono la #rilevazione precoce degli indizi della crisi. Gli strumenti tradizionali di controllo quantitativo basati sul bilancio non hanno la capacità di prevenire una crisi ma sono solo in grado di identificare uno stato di crisi già in essere. Per questo motivo è necessario rivolgersi a studi che si occupano di consulenza e ristrutturazione aziendale, il nostro studio opera da anni in questo ambito al fine di poter dare una mano alle imprese che operano sul nostro territorio.

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO ED #USURA: Il Tribunale di Ferrara non concede la provvisoria esecuzione ad un decreto ingiuntivo del valore di 80.000,00 euro, in una causa patrocinata dal nostro studio.
lunedì 14 ottobre 2019 - 10:39

Altro risultato raggiunto dallo Studio Legale Di Maso in un'opposizione a decreto ingiuntivo promossa nell'interesse di due persone fisiche (marito e moglie) destinatari di un'ingiunzione di pagamento da parte della Banca Ifis per un finanziamento contratto nel 2010. Il Tribunale di Ferrara non ha concesso alla Banca la provvisoria esecutività del D.I. opposto aderendo alle difese del legale in tema di usura e, quindi, della non debenza di alcun interesse. In particolare si richiamava la tesi, accolta dal Giudice, secondo la quale nei costi da considerare ai fini della determinazione del TEG onde rilevare il superamento o meno della soglia-usura, devono essere ricomprese le spese per la polizza assicurativa annessa al finanziamento. Per questo, in tema di debito bancario, è importante analizzare attentamente i contratti sottoscritti, in quanto spesso sono affetti da anomalie e violazioni della normativa anti-usura ed a tal fine è importate redigere un'adeguata perizia econometrica per poter sostenere correttamente le proprie tesi difensive.

 
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