DEBITO AGENZIA DELLE ENTRATE: NULLA LA NOTIFICA DELLA CARTELLA FATTA A PERSONA DIVERSA DAL CONTRIBUENTE

lunedì 27 gennaio 2020 - 20:12

La notifica di una cartella di pagamento consegnata ad un soggetto diverso dal destinatario è nulla "in caso di omessa spedizione della raccomandata informativa". (Cassazione Civ.n° 1699/ 2019; CTR Toscana n. 1783) A tal proposito la Commissione ha chiarito che "laddove il plico venga consegnato a persona diversa dal destinatario l'omessa spedizione della raccomandata informativa prevista ai sensi dell'art. 60, comma 1, lett. B-bis del D.P.R. N° 600/73, non costituisce una mera irregolarità, ma un vizio dell'attività dell'ufficiale giudiziario e/o messo che determina la nullità della notificazione nei riguardi del destinatario", con l'effetto immediato di liberare il debitore da ogni pretesa creditoria. Nel caso di specie le cartelle in esame erano state consegnate dal messo alla madre del contribuente. Pertanto nell'ipotesi in cui delle cartelle siano state consegnate a familiari o persino a soggetti totalmente estranei al contribuente (ad es. Il portiere del palazzo) occorre verificare se successivamente all'accaduto sia stata inviata "nei vostri confronti", in qualità di contribuenti, la succitata raccomandata informativa. Qualora ciò non fosse accaduto la notifica effettuata da Agenzia delle Entrate "nei vostri confrontì" con molta probabilità potrà rivelarsi nulla. Per questi motivi l'analisi delle proprie cartelle può risultare sempre fondamentale e determinante ai fini della propria posizione debitoria. Lo Studio Legale Di Maso specializzato in tematica tributaria potrà guidarvi nella scelta migliore.

 
 

#SALDO E #STRALCIO E #ROTTAMAZIONE- TER #AGENZIA #ENTRATE #RISCOSSIONE: Promemoria sulle prossime scadenze

venerdì 24 gennaio 2020 - 19:57

Per i Contribuenti che avessero aderito al saldo e stralcio con Agenzia Entrate Riscossione ricordiamo le prossime scadenze.

 

La prima o unica rata è scaduta il 30 novembre, slittata poi al 2 dicembre perché coincidente con la giornata festiva del sabato.
In caso di pagamento rateale, le successive 4 rate sono così suddivise:


• 20% con scadenza il 31 marzo 2020;
• 15% con scadenza il 31 luglio 2020;
• 15% con scadenza il 31 marzo 2021;
• il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021.

 

Per i Contribuenti che avessero aderito invece alla rottamazione-ter le rate successive scadono il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno.

 

Per chi è rientrato automaticamente nella rottamazione -ter le restanti rate scadono il 31 luglio e il 30 novembre degli anni successivi a decorrere dal 2020.

 

Ricordiamo che per chi versa le rate nei tempi previsti, l'Agenzia Entrate della Riscossione sospende le procedure esecutive e non ne avvia di nuove, anche cautelari.

 
 
 

#BANCA MANCATA E CONSEGNA DOCUMENTI: Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per la consegna di documenti non inviati dall'istituto di credito

giovedì 23 gennaio 2020 - 21:04

Il Tribunale di Spoleto, ha ritenuto ammissibile il decreto ingiuntivo per la consegna dei documenti informativi e contrattuali relativi ad una polizza unit linked qualora la banca non abbia adempiuto alla richiesta ex art. 119 TUB. Sussistono i presupposti ex art. 648 c.p.c. per la concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo diretto alla consegna della documentazione contrattuale ed informativa inerente una polizza laddove non forniti spontaneamente dall'istituto di credito. Quindi nel caso in cui l'istituto di credito non provveda alla consegna della documentazione richiesta si potrà adire il Tribunale per procedere giudizialmente contro la stessa al fine di avere la necessaria documentazione.

 
 

#DEBITO #BANCARIO: Contratto swap - Nullità - Mancanza del rischio della copertura - Nullità parziale - Ripetizione dell'indebito

martedì 21 gennaio 2020 - 13:11

Il Tribunale Torino, con provvedimento del 14 Gennaio 2020 si è espresso in merito al contratto di swap il quale può essere definito un contratto nominato, ma atipico in quanto privo di disciplina legislativa (ovvero solo socialmente tipico), a termine, consensuale, oneroso e aleatorio, contraddistinto per ciò che riguarda l'interest rate swap dallo scambio a scadenze prefissate dei flussi di cassa prodotti dall'applicazione di diversi parametri ad uno stesso capitale di riferimento (c.d. nozionale), sicché la funzione del contratto consiste nella copertura di un rischio mediante un contratto aleatorio, con la finalità di depotenziare le incertezze connesse ai costi dei finanziamenti oppure, in assenza di un rischio da cui cautelarsi, in una sorta di scommessa che due operatori contraggono in ordine all'andamento futuro dei tassi di interesse. Deve essere esaminato se il contratto oggetto di causa, come concretamente prospettato dalle parti e come sopra descritto, non costituisca una deviazione dalla causa rispondente alla tipicità sociale sopra descritta (come affermata dalla società attrice secondo cui lo schema causale è stato adoperato dalla banca per finalità non ad esso coerenti, non essendo in grado in concreto di realizzare la funzione di copertura dell'interest rate swap a vantaggio del cliente), in quanto deve ritenersi che per la validità di un contratto non è sufficiente affidarsi ad una delle fattispecie contrattuali già previste dalla legge o dalla consuetudine sociale (secondo un'ottica di causa intesa come sostanzialmente coincidente con la funzione tipica e sociale del modello contrattuale prescelto), essendo invece ormai necessario valutare anche se il contratto abbia determinato un apprezzabile mutamento nella sfera giuridica dei contraenti sotto il profilo dell'idoneità a perseguire il risultato economico voluto dalle parti, dovendosi quindi testare la causa in concreto, pena la nullità del contratto medesimo per difetto di causa. La causa quale elemento essenziale del contratto non deve essere intesa come mera ed astratta funzione economico sociale del negozio bensì come sintesi degli interessi reali che il contratto è diretto a realizzare, e cioè come funzione individuale del singolo, specifico contratto, a prescindere dal singolo stereotipo contrattuale astratto, allora nel caso in cui si riscontri che un contratto di swap è stato strutturato in modo tale che, concretamente, uno dei contraenti, ovvero tendenzialmente il cliente dell'istituto bancario, ben difficilmente avrebbe potuto beneficiarne in quanto, a mero titolo esemplificativo, l'andamento del tasso d'interesse che gli avrebbe determinato un beneficio alla luce delle pattuizioni contrattuali non era concepito come concretamente realizzabile dagli operatori del sistema (a cominciare dalla Banca centrale europea), allora evidentemente lo swap è privo di causa in concreto, per inidoneità della funzione di copertura cui era unicamente finalizzato. La valutazione, va fatta ex ante: l'esistenza di una causa in concreto, infatti, quale elemento genetico del contratto, non può che essere valutata al momento della stipulazione del contratto, unico momento in cui le parti hanno potuto effettuare le loro valutazioni in punto convenienza del contratto, essendo invece irrilevante la data di efficacia del contratto nonché il concreto andamento ex post del derivato non potendosi infatti desumere dai guadagni o dalle perdite conseguiti dal cliente l'esistenza o meno di una valida causa in concreto al momento della stipulazione del contratto. La mancanza del rischio oggetto di copertura comporta la nullità del contratto swap finalizzato a tale scopo per difetto di alea. L'eccezione di pagamento di un'obbligazione naturale ex art. 2034 c.c. non può essere accolta allorquando la società non ha corrisposto i flussi negativi sorti dallo swap spontaneamente ed in esecuzione di doveri morali o sociali, ma in quanto a lei imposto sulla base di un contratto nullo per difetto di causa (sicché il denaro da essa corrisposto non corrispondeva ad una prestazione effettivamente resa dalla controparte, la cui alea era nel complesso, infatti, sostanzialmente inesistente alla luce del terzo tasso fisso pattuito a carico del cliente, tale da elidere ogni possibile vantaggio derivante dai primi due tassi fissi pattuiti). Il contratto nullo per difetto di causa ha come conseguenza la ripetizione dell'indebito ex art. 2033 c.c. (Cassazione penale, sez. II, 17/09/2010, n. 35352; Cassazione civile, sez. II, 18/11/1995, n. 11973), con conseguente pieno diritto alla ripetizione di quanto versato

 
 
DEBITO TRIBUTARIO - Cartelle previdenziali: prescizione della cartella di pagamento in cinque anni
lunedì 20 gennaio 2020 - 18:43

Il termine di prescrizione della cartella INPS, applicabile quindi al credito previdenziale è quinquennale e non decennale. La Corte di Appello aveva già accolto l'appello proposto dalla contribuente nei confronti di Equitalia e Inps, avverso la decisione con la quale il Tribunale ne aveva, invece, rigettato il ricorso contro l'intimazione di pagamento, relative a cinque cartelle esattoriali mai notificate. L'Agenzia delle Entrate e Riscossione ha contestato la decisione della Corte territoriale, considerata errata, per la mancata applicazione del termine decennale di prescrizione. La Corte di Cassazione con l'ordinanza del 16 gennaio 2020 ha rigettato il ricorso affermando pacificamente che in ambito fiscale vale, come regola generale, il termine ordinario di prescizione equivalente a 5 anni.

 
 
#DEBITO #BANCARIO ED ESECUZIONE IMMOBILIARE: Il Tribunale di Pistoia nella procedura esecutiva n 275/2017 sospende la vendita grazie all'intervento del nostro Studio
venerdì 17 gennaio 2020 - 21:10

E' quanto accaduto ad un'impresa individuale nostra cliente la quale, per un debito generato da rate insolute relative ad un mutuo ipotecario, si vedeva mettere all'asta da ICCREA BancaImpresa il locale dove ancora ad oggi svolge la propria attività di impresa. All'esito di una trattativa complessa la posizione è stata chiusa con il riconoscimento di una somma a saldo e stralcio che così ha evitato la vendita del locale commerciale appartenente al cliente, e la possibilità, quindi, di procedere nella propria attività d'impresa con maggiore sollievo. Questo dimostra che anche quando si arriva alla vendita all'asta è sempre possibile ottenere un risultato che possa tutelare il cliente nei confronti del debito contratto con la Banca, e a condizioni decisamente favorevoli per il debitore. L'esecutato, versando la somma a saldo e stralcio in un'unica soluzione, riesce ad ottenere un abbattimento della somma dovuta importante e non rischiare che il proprio bene sia svalutato e venduto ad un prezzo ribassato che comunque non gli consentirebbe di estinguere il debito. Per quanto concerne la Banca la stessa spesso accetta tale soluzione perché, anche se rientra di un importo minore, può contare con certezza sulla cifra pattuita ed evitare così le lungaggini ed i costi di una procedura esecutiva immobiliare, e soprattutto sfuggire all'incognita che il bene sia sottostimato dal perito, come spesso accade, e venduto ad un prezzo fuori mercato, con conseguenti margini di incasso davvero irrisori. Tutto questo dimostra che non bisogna disperare quando si subisce una esecuzione immobiliare e che c'è sempre la possibilità di avere un'opportunità anche quando apparentemente pare che non ci siano più alternative alla perdita del bene pignorato

 
 
 
DEBITO BANCARIO - La liberazione del fideiussore per obbligazione futura: il creditore deve provare la diligenza nella concessione dle nuovo credito
lunedì 13 gennaio 2020 - 20:15

Al fine di valutare se il fideiussore si sia liberato dall'obbligazione di garanzia per un'obbligazione futura rileva che, in assenza di specifica autorizzazione del fideiussore, il creditore abbia concesso credito al debitore nella consapevolezza del mutamento delle condizioni patrimoniali di questo. Infatti, l'obbligo del creditore di proteggere l'interesse del fideiussore per un'obbligazione futura a vedere conservata la garanzia patrimoniale del debitore costituisce un'obbligazione cui è tenuto ex art 1956 cod. civ., a pena di liberazione del fideiubente dalla garanzia prestata, e pertanto sul creditore che abbia consapevolmente concesso credito in una situazione di obiettivo peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore, senza avere acquisito una specifica autorizzazione del fideiubente, grava l' onere probatorio circa il suo esatto adempimento, secondo il criterio di diligenza valutata in rapporto all' homo eiusdem condicionis et professionis.

 
 
#DEBITO #BANCARIO: Impignorabilità della prima casa anche per debiti delle Banche
venerdì 10 gennaio 2020 - 20:59

Ricorderete che il divieto di pignorare la prima casa era stato già previsto per Agenzia Entrate Riscossione. Ora anche le Banche non potranno più pignorare l'immobile se si procederà alla richiesta di rinegoziazione del mutuo. Ciò è stato stabilito nella Legge n. 157/2019 (di conversione del DI n. 124/2019) già pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 dicembre. La previsione normativa introduce una forma di rinegoziazione del mutuo in favore del consumatore che non ha potuto pagare il mutuo ed è soggetto a pignoramento immobiliare. Potrà godere ti tale opportunità chi si è visto pignorare la propria abitazione nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2010 ed il 30 giugno 2019. Per cui, per esercitare tale facoltà occorre che siano rispettati i seguenti requisiti: 1) che l'immobile sia una prima casa; 2) che il debitore sia un consumatore, ossia una persona fisica; 3) che sia stato pagato almeno il 10% del finanziamento e che il debito residuo non sia superiore ai 250.000,00 euro. Nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori approfondimenti sul punto. Intanto seguiteci sul nostro sito: http://www.studiolegaledmg.it/news.php?start=0&da_numero=0

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO: LA BANCA E' SEMPRE OBBLIGATA A FORNIRE COPIA DEI DOCUMENTI BANCARI A RICHIESTA DEL CLIENTE.
giovedì 09 gennaio 2020 - 20:38

Con sentenza n. 27769/2019, pubblicata lo scorso 30 ottobre ma le cui risultanze sono state rese note solo di recente, la Corte di Cassazione è tornata a riaffermare il principio secondo cui l'Istituto di Credito è sempre obbligato a fornire ai propri clienti la documentazione bancaria di cui dovessero fare richiesta. E tale diritto rimane impregiudicato anche nei confronti degli aventi causa dal cliente stesso. Invero l'articolo 119 del Testo Unico Bancario in tema di "Comunicazioni periodiche alla clientela", al comma 4, prevede espressamente che il cliente (o colui che gli succede nell'amministrazione dei suoi beni) ha diritto ad ottenere copia della documentazione entro un termine massimo di 90 giorni dalla richiesta. Il cliente - risparmiatore, secondo il giudice di legittimità, per vedere soddisfatta la sua richiesta deve solamente provare l'esistenza del rapporto contrattuale. Secondo la Cassazione l'unico limite posto alla richiesta del cliente è quello dato dallo scorre del termine di prescrizione decennale, termine entro il quale la Banca è tenuta a mantenere la documentazione in suo possesso a disposizione del cliente. In conclusione, quest'ultima sentenza della Cassazione può considerarsi un ulteriore ed importante contributo nell'ottica della miglior tutela dei clienti bancari, in quanto ribadisce il principio secondo cui il diritto di ottenere copia della documentazione inerente alle operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni ex art. 119, comma 4, T.U.B., non può comportare un onere eccessivo per il Cliente con riguardo all'individuazione del rapporto e dei relativi documenti, né in merito all'esperimento di una preventiva richiesta in sede giudiziale.

 
 
Debito e Sovraindebitamento: E' inammissibile il provvedimento del giudice che impone il deposito preventivo di una somma per le spese di procedura.
mercoledì 08 gennaio 2020 - 19:20

La Corte di Cassazione sez. I, 19 Dicembre 2019, n. 34105, in tema di composizione della crisi da sovraindebitamento di cui alla legge n. 3 del 2012, il giudice non può, in assenza di una specifica norma che lo consenta, imporre al debitore, a pena di inammissibilità, il deposito preventivo di una somma per le spese che si presumono necessarie ai fini della procedura, potendo semmai disporre acconti sul compenso finale spettante all'organismo di composizione della crisi, ai sensi dell'art. 15 del d.m. 24 settembre 2014, n. 202, tenendo conto delle circostanze concrete e, in particolare, della consistenza dei beni e dei redditi del debitore in vista della fattibilità della proposta di accordo o del piano del consumatore, anche ai sensi dell'art. 8, comma 2, della legge n. 3 del 2012;

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