#DEBITI AGENZIA ENTRATE #RISCOSSIONE (#EQUITALIA) e #BANCARI: Breve carrellata di alcuni provvedimenti ottenuti per i nostri clienti nel 2019

giovedì 02 gennaio 2020 - 10:22

La nostra attività avente ad oggetto la gestione del debito ci ha portati molto spesso a toccare con mano la circostanza che tante delle cartelle notificate contengano somme non dovute dai contribuenti per vari motivi, i più frequenti sono i seguenti: molto spesso i tributi richiesti sono prescritti, a volte parliamo di somme dovute per attività svolte molti anni addietro, le cui cartelle di pagamento non sono state notificate; in altri casi le somme chieste a titolo di aggio o interessi non sono dovute perché eccesive, quindi analizzando le cartelle si possono contestare e non versarle; altra fattispecie frequente è la omessa notifica degli atti o la notifica ad indirizzi dove non si è più residenti da anni: oppure l'iscrizione di ipoteca effettuata senza la notifica del preavviso di ipoteca o altrettanto in caso d'iscrizione di fermo amministrativo; ed ancora l'iscrizione di fermo amministrativo su veicoli strumentali allo svolgimento della attività. La contestazione dei citati vizi ed altri ancora non indicati ci hanno consentito di ottenere l'annullamento di diverse cartelle esattoriali che presentavano una o più delle problematiche illustrate, quali ad esempio: 1) Tribunale di Bologna – sezione lavoro – procedimento n. 1996/2019 – Il Giudice sospende l'esecutività del ruolo e di conseguenza il pignoramento del quinto dello stipendio di un ex artigiano ora dipendente che ha maturato debiti contributivi con INPS e INAIL ormai prescritti; 2) Giudice di Pace di Bologna – procedimento n. 5204/2018 – Il Giudice ha annullato diverse multe ormai prescritte perché risalenti nel tempo; il cliente a distanza di tanti anni si è visto notificare un atto di intimazione con il quale si richiede il pagamento delle somme dovute con la minaccia che trascorsi 5 gg si sarebbe proceduto alla esecuzione forzata; 3) Commissione Tributaria di Cremona – sentenza n 44/1/19 – La Commissione ha accolto l'eccezione di inutilizzabilità delle difese dell'Ente Impositore che si è fatto difendere da avvocato appartenente al libero Foro; Questo ha determinato che le difese della parte avversa al contribuente non fossero utilizzabili per la decisione della controversia; 4) Tribunale di Livorno – procedimento n 255/2018 – contro Banca MPS – La consulenza d'ufficio svolta nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo con il quale la Banca chiedeva in pagamento della somma di € 520.000,00 ha confermato le risultanze della nostra consulenza che stabiliva che oltre 480.000,00 non fossero dovuti. 5) Bolli Auto non dovuti – Autotutela avanti alla Regione Emilia Romagna – Il caso trattato riguardava un cliente che si è visto notificare un avviso di pagamento per bolli auto mai pagati, afferenti ad un'auto non di sua proprietà. L'Ente impositore ha constatato l'errore ed ha annullato l'avviso di pagamento liberando il cliente da una pretesa economica ingiusta. Queste e molte altre rappresentano decisioni riguardanti fattispecie da noi trattate e risolte in modo positivo che hanno fatto giustizia rispetto a richieste di pagamento per somme non dovute. Tutto ciò dimostra che sia sempre utile rivolgersi a professionisti che si occupano di gestione del debito al fine di capire se in effetti una pretesa di pagamento sia giusta o meno. Per ulteriori informazioni visitate il nostro sito: http://www.studiolegaledmg.it/news.php?start=0&da_numero=0

 
 

#FALLIMENTO IMPRESA AGRICOLA: L'impresa agricola che svolga attività commerciale anche per un periodo limitato può essere dichiarata fallita

lunedì 23 dicembre 2019 - 14:19

La sottrazione dell'impresa agricola al fallimento non impedisce che la stessa venga ciò nonostante dichiarata fallita qualora svolga anche attività commerciale. Una volta accertato l'esercizio in concreto di attività commerciale, in misura prevalente sull'attività agricola contemplata in via esclusiva dall'oggetto sociale di un'impresa agricola costituita in forma societaria, questa resta assoggettabile a fallimento nonostante la sopravvenuta cessazione dell'esercizio di detta attività commerciale prevalente al momento del deposito di una domanda di fallimento a suo carico. Quindi al fine di verificare se una società sia o meno assoggettabile alla procedura fallimentare è necessario verificare in concreto quale attività la stessa svolga

 
 
 

#BANCA POPOLARE DI #BARI OPERAZIONI BACIATE: LA "TRUFFA" DELLE OPERAZIONI BACIATE.

venerdì 20 dicembre 2019 - 21:30

Dopo il "crack" della Banca Popolare di Bari, sottoposta attualmente alla procedura concorsuale dell'amministrazione straordinaria, si è tornato a parlare del fenomeno relativo alle "operazioni baciate". Ma specificatamente cosa sono le "operazioni baciate"? In parole povere si tratta di un ricatto bello e buono che si spiega semplicemente in questi termini "Se tu cliente vuoi la concessione di un mutuo, di un prestito o di un fido devi comprare prima qualche azione e/o obbligazione convertibile in azione della banca stessa. Quindi, in sintesi, funzionava così "ti concedo un prestito ad una cifra più alta oppure ad un tasso d'interesse irrisorio così puoi acquistare un bel pacchetto d'azioni". E magari per convincerti dicevano pure che "si trattava di un investimento sicuro... anzi vantaggioso ?". Purtroppo oggi, ancora una volta, abbiamo scoperto che si trattava solo di una "favoletta" senza lieto fine o quasi... Infatti recentemente il Tribunale di Venezia grazie alla sentenza n.1758/2019 ha stabilito la nullità delle suindicate operazioni in quanto contrarie al divieto contenuto nell'art. 2358 c.c., di "finanziare gli acquisti di azioni di società per azioni". Per questi motivi il Tribunale ha chiarito che tale divieto si estende anche alle società cooperative, quale era la Popolare di Bari o quella di Vicenza all'epoca dei fatti, ed in generale per tutte le banche popolari. Pertanto dalla succitata decisione deriva conseguenzialmente la nullità delle "c.d. Operazioni baciate" e dunque, cosa più importante, la liberazione definitiva dell'azionista dall'obbligo di restituire le somme utilizzate per comprare le medesime azioni. Il nostro studio si e già occupato con successo di tante posizioni analoghe relative ad azionisti della Popolare di Vicenza, ed in generale delle altre "popolari".

 
 

#Sovraindebitamento e L. 3/2012: Responsabilità patrimoniale - "Eventus damni" - Vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. - Idoneità a sottrarre i beni all'azione esecutiva - Pregiudizio alle ragioni creditorie -

giovedì 19 dicembre 2019 - 20:54

La Cassazione civile, sez. III, 15 Novembre 2019, n. 29727 ha stabilito che l'atto di costituzione del vincolo sui propri beni ai sensi dell'art. 2645-ter c.c., benché non determini il trasferimento della loro proprietà né la costituzione su di essi di diritti reali in senso proprio, è comunque idoneo a sottrarre i beni vincolati all'azione esecutiva dei creditori, ha effetti connotati dal carattere della "realità" in senso ampio, essendo oggetto di trascrizione, ed è conseguentemente idoneo a pregiudicare le ragioni creditorie, come nelle analoghe (anche se non identiche) situazioni della costituzione del fondo patrimoniale e della costituzione e dotazione di beni in "trust" Quindi è del tutto inutile creare dei vincoli reali su beni quandi si hanno situazioni di indebitamento cronico in quanto non producono alcun effetto verso i creditori.

 
 
#DEBITO #IVA E PROCEDURA DI #SOVRAINDEBITAMENTO: Importantissima Sentenza della Corte Costituzionale sulla falcidiabilità dell'IVA anche per gli imprenditori non fallibili
venerdì 13 dicembre 2019 - 20:11

Oggi vogliamo sottoporre alla vostra attenzione una rilevante pronuncia della Corte Costituzionale degna di nota nell'ambito della riduzione del debito IVA del Contribuente nei confronti dello Stato. Nella nota Legge 3/2012 sul sovraindebitamento, che si applica come sappiamo ai soggetti non fallibili ma che sono in grande difficoltà (consumatori, famiglie, professionisti, piccole imprese), per quanto riguarda la falcidia, ossia la riduzione, del debito IVA, l'accordo con i creditori può prevedere solo ed esclusivamente una dilazione di pagamento e non un abbattimento dello stesso. La Corte Costituzionale ritiene che questo passaggio della Legge sia illegittimo perché lesivo del principio di uguaglianza e dei principi di legalità, buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione. Anche agli imprenditori non fallibili deve essere data la possibilità di abbattere il proprio debito IVA con lo Stato in base alle proprie condizioni economiche, e non soltanto di dilazionarlo! La pronuncia della Corte Costituzionale offre una grande opportunità ai soggetti non fallibili, ossia la possibilità di essere reinseriti nel contesto sociale a fronte di un pagamento parziale dell'IVA, come del resto previsto per gli imprenditori assoggettabili al fallimento. Questo è un importante passo avanti che permette di gestire l'indebitamento in modo più sostenibile per chi si trovasse in condizioni di maggiore difficoltà http://www.studiolegaledmg.it/news.php?start=0&da_numero=0

 
 
#DEBITO #BANCARIO: Movimento consumatori diffida banche e finanziarie alla restituzione dei costi di estinzione anticipata
mercoledì 11 dicembre 2019 - 20:33

Movimento Consumatori ha diffidato Compass Banca S.p.A., Fiditalia S.p.A., Findomestic Banca S.p.A., Prestitalia S.p.A., AGOS Ducato S.p.A., Credem S.p.A., Futuro S.p.A., Pitagora S.p.A., Santander Consumer Bank S.p.A. a modificare le clausole dei contratti di credito ai consumatori, al fine di rispettare i principi sanciti dalla Corte di Giustizia con la sentenza n. 383 dell'11 settembre 2019 secondo cui, in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti, la Banca è tenuta alla riduzione di tutti i costi. Nell'esame di centinaia di contratti di prestito con cessione del quinto, Movimento Consumatori ha riscontrato che le finanziarie, al momento dell'estinzione anticipata, si limitano a eliminare dal conteggio finale la quota capitale già corrisposta e gli interessi non maturati, senza restituire ai consumatori rilevanti somme di denaro già corrisposte in forza del contratto di prestito. Le #Banche e gli altri intermediari dovranno dunque restituire ogni costo anticipato, sia quelli connessi alla durata del contratto, c.d. costi recurring, quali gli interessi e i costi assicurativi, e sia quei costi che non dipendono dalla durata del finanziamento in quanto, ad esempio, collegati alla sua erogazione come le spese di istruttoria, commissioni per intermediari e ogni altra spesa sostenuta al momento della conclusione del finanziamento. Si auspica che la sentenza della Corte di giustizia possa contribuire ad eliminare queste gravi alterazioni del mercato, rendendolo più trasparente ed equo per i consumatori.

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO: Nullità della fideiussione per violazione del divieto delle intese anticoncorrenziali dedotta per la prima volta all'udienza di precisazione delle conclusioni
martedì 10 dicembre 2019 - 20:35

Il Tribunale Mantova, con provvedimento del 14 novembre 2019 ha stabilito che la nullità della #fideiussione per violazione del divieto delle intese anticoncorrenziali - domanda proposta per la prima volta all'udienza di precisazione delle conclusioni – è inammissibile La domanda di declaratoria di nullità delle fideiussioni per violazione del divieto delle intese anticoncorrenziali, proposta per la prima volta all'udienza di precisazione delle conclusioni, deve ritenersi inammissibile in quanto del tutto nuova per causa petendi e implicando nuovi accertamenti in fatto del tutto preclusi in questa fase. Questo dimostra quanto sia importante rivolgersi al professionista che abbia maturato esperienza nel settore bancario al fine di approntare la giusta difesa ed avere la meglio nelle cause contro le Banche.

 
 
 
#DEBITO #INPS-AGENZIA ENTRATE RISCOSSIONE: Altro importante pronuncia ottenuta dal nostro studio, Il Tribunale di Bologna - Sezione Lavoro ha accolto la richiesta di sospensione delle cartelle esattoriali in conformità con quanto richiesto.
venerdì 06 dicembre 2019 - 17:19

Il Tribunale di Bologna ha totalmente accolto la richiesta di sospensione dei ruoli impugnati dal Contribuente e contenenti cartelle esattoriali dell'importo complessivo di circa 100.000,00 euro. La questione riguarda un ex artigiano che dopo aver cessato l'attività svolta da autonomo si trovava oberato da vecchi debiti #INPS/INAIL, tanto che l'ente riscossore gli aveva anche pignorato la busta paga nella misura di un quinto creando allo stesso enormi difficoltà per un debito ormai datato e prescritto. Per questo motivo si è rivolto a noi ed abbiamo depositato ricorso avente ad oggetto l'impugnazione dei ruoli contenti le cartelle esattoriali con le quali l'Agenzia delle Entrate Riscossione richiedeva la corresponsione di contributi INPS, non più dovuti poiché, come detto, spirato il termine di prescrizione. Il Giudice Monocratico ha sposato la tesi difensiva da noi esposta in atti e sostenuta in prima udienza sulla omessa notifica delle cartelle esattoriali e sulla loro prescrizione ed ha sospeso l'efficacia esecutiva delle cartelle. Questa ulteriore pronuncia ottenuta dal nostro studio a favore dei clienti è importante perché il Contribuente non si è rassegnato al fatto che l'ente riscossore gli avesse pignorato lo stipendio ma si è rivolto comunque a noi per procedere per l'annullamento di tutte le cartelle esattoriali e, quindi, per definire la propria esposizione debitoria con il Fisco. Ovviamente se si fosse rivolto prima al nostro studio avrebbe evitato la decurtazione dello stipendio nella misura di un quinto Ciò dimostra che è sempre utile valutare la effettiva dovutezza delle somme sottoponendo la questione a professionisti che si occupano della materia.

 
 
 
#REATI #SOCIETARI #SINDACI E REATO DI #BANCAROTTA: Omesso esercizio dei poteri-doveri di controllo sul contenuto della gestione sociale
giovedì 05 dicembre 2019 - 21:16

La sentenza della Cassazione Penale, Sezione V, del 18 febbraio 2019 n. 12186, si è pronunciata riguardo alla responsabilità degli organi del collegio sindacale riguardo alla delicatissima fattispecie del delitto di bancarotta stabilendo che "I componenti del collegio sindacale concorrono nel delitto di bancarotta commesso dall'amministratore della società anche per omesso esercizio dei poteri-doveri di controllo loro attribuiti dagli artt. 2403 cod.civ. e ss., che non si esauriscono nella mera verifica contabile della documentazione messa a disposizione dagli amministratori ma, pur non investendo in forma diretta le scelte imprenditoriali, si estendono al contenuto della gestione sociale." Lo studio legale DMG ha maturato nel corso degli anni una consolidata esperienza nel campo del contenzioso societario e fallimentare nonché dei reati afferenti alle succitate materie grazie alla quale riesce a tutelare al meglio i diritti

 
 
#DEBITO #TRIBUTARIO: L'ignoranza incolpevole esclude l'applicazione delle sanzioni tributarie
mercoledì 04 dicembre 2019 - 16:40

Ai fini della esclusione di responsabilità per difetto dell'elemento soggettivo, ai sensi dell'art. 5 del D. Lgs. n. 472 del 1997, l'onere gravante sul contribuente della prova dell'assenza assoluta di colpa E' assolto qualora lo stesso dimostri di versare in stato di ignoranza incolpevole, non superabile con l'uso dell'ordinaria diligenza. In base a tale principio, recentemente enunciato dalla Suprema Corte con la sentenza n. 12901/2019, la C.T.R. di Napoli ha respinto l'appello dell'ente impositore. Il Collegio ha osservato che le modalità di applicazione della TARI stabilite dal comune non sono coerenti con il comma 689 delle legge finanziaria 2014, che rappresenta norma di rango superiore. Pur non avendo il contribuente eccepito l'antinomia, il Collegio lo ha ritenuto pienamente in regola con le disposizioni tributarie statali versando in stato di ignoranza incolpevole, non superabile con l'uso dell'ordinaria diligenza. Così si è espressa la Commissione Tributaria Regionale per la Campania con la sentenza del 4 novembre 2019 n. 8254/6.

 1  2  3  4  5  6  7  8  9  10 ...