#DEBITO #BANCARIO #ESECUZIONE #IMMOBILIARE: Nulla l'aggiudicazione dell'immobile se la vendita viene pubblicizzata con modalità illegittime.

lunedì 02 settembre 2019 - 20:31

La Corte di Cassazione Sez. Civile con sentenza n. 18334 del 09/07/2019, nell'ambito di una procedura espropriativa, ha statuito la nullità dell'aggiudicazione dell'immobile e la conseguente nullità del decreto di trasferimento, sulla base del fatto che la pubblicità obbligatoria veniva effettuata dal professionista delegato mediante l'utilizzo di siti internet non ricompresi tra quelli indicati per legge. Il ricorrente, quale soggetto debitore, lamentava, in particolar modo, l'omessa pubblicità sui siti internet indicati dalla legge a cura del professionista delegato, rilevando una violazione dell'art. 490 c.p.c. nonché una violazione dell'Ordinanza di delega del Giudice. Il professionista delegato, dunque, era tenuto a individuare il sito internet dove effettuare la pubblicità ricorrendo a uno di quelli destinati alla pubblicità telematica ai sensi delle disposizioni citate. Pertanto, il potere di scelta del professionista era limitato solamente ai "siti preposti", ossia quelli previsti dall'art. 173-ter disp. att. c.p.c. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla questione, accoglieva il ricorso presentato dal debitore e stabiliva la nullità dell'aggiudicazione dell'immobile e del decreto di trasferimento. Questa importantissima decisione dimostra che è sempre possibile ottenere la giusta tutela, anche quando tutto sembra essere perduto, per questo il nostro studio da anni si occupa di queste tematiche, per avere la possibilità di dare le giuste risposte ai clienti che hanno problematiche legate alla gestione di debiti bancari e non solo

 
 
 

#SCANDALO #DIESELGATE GRUPPO Volkswagen (Audi-Skoda-Volkswagen): Finalmente i periti nominati della Procura di Verona hanno confermato la Truffa delle Emissioni.

mercoledì 28 agosto 2019 - 10:26

Sicuramente è stato lo scandalo automobilistico più rilevante dal dopoguerra quello ideato dal colosso tedesco VW. Omologare auto euro 5 con emissioni di ossido di azoto fino a tre volte superiori ai limiti di legge è stato davvero da criminali. Il meccanismo era semplice è stato installato un software che modificava le emissioni in fase di test di omologazione per poi sprigionare valori maggiori dei limiti previsti dalla normativa euro 5 nell'uso ordinario. Il nostro studio, spinto dalla genuina esigenza di combattere lo strapotere delle multinazionali ha intrapreso, a titolo personale, una controversia contro il colosso tedesco e con tanta fatica ed impegno ha ottenuto le risultanze della perizia svolta in contraddittorio con la VW dalla quale risulta con estrema chiarezza quanto segue: "Si può dunque concludere senza alcuna ombra di dubbio che sulle vetture in esame (Audi, Skoda, Volkswagen) nella configurazione originale sono stati installati i c.d. "defeat devices" allo scopo – come dichiarato dal costruttore – di ottimizzare (ovvero ridurre) le emissioni di NOx (ossido di azoto) durante i cicli di omologazione" Quindi i veicoli immessi sul mercato erano solo formalmente a norma Euro 5 ma nell'utilizzo ordinario sforavano i parametri imposti da detta normativa. In sostanza la consulenza tecnica dimostra in modo inequivocabile che VW ha ingannato milioni di consumatori vendendo auto non in regola con le normative volte ad abbattere le emissioni nocive emesse dai veicoli prodotti, inquinando in modo illecito il nostro pianeta. Il tutto con il solo fine di trarre maggior profitto. In Germania l'amministratore delegato del gruppo è stato arrestato per quanto accaduto, in Italia nulla è successo, il Governo nulla ha fatto per tutelare i consumatori raggirati, ovviamente l'unica strada per ottenere tutela è quella di adire i Tribunali al fine di ottenere il dovuto risarcimento. Il nostro studio dopo l'enorme lavoro svolto e l'impegno profuso ha acquisito le prove e i documenti necessari per poter far fronte a questa battaglia contro il gruppo VW. Per saperne di piu: http://www.studiolegaledmg.it/news.php?pb=home

 
 
 

#DEBITO #TRIBUTARIO: E' sempre possibile gestire il debito tributario anche in caso di mancato pagamento delle rate previste della rottamazione ter.

martedì 27 agosto 2019 - 20:01

Come già precisato in un precedente articolo le cartelle e gli avvisi contenuti nella domanda presentata nell'ambito della rottamazione ter per i quali il contribuente sceglie di non aderire alla definizione agevolata, non potranno essere rateizzati e Agenzia delle Entrate-Riscossione riprenderà, come previsto dalla legge, le azioni di recupero. Infatti è previsto che a breve saranno notificate oltre 800.000 avvisi di pagamento. Quindi chi non è stato in grado di pagare le rate previste in definizione agevolata perderà i benefici di legge ma potrà sempre procedere con la contestazione dei tributi, e potrà ottenere una consistente riduzione del debito maturato qualora sussistano vizi da sollevare o decadenze da eccepire. Questo è sempre possibile farlo, in tal senso Vi invitiamo a richiedere l'estratto di ruolo aggiornato al fine di poter quantificare l'indebitamento effettivo.

 
 
 

DEBITO AGENZIA ENTRATE RISCOSSIONE DERIVANTE DA BOLLI AUTO: Ricorso in autotutela accolto per il nostro Studio con sospensione del pagamento e dell'esecuzione

lunedì 26 agosto 2019 - 17:06

La Regione Emilia-Romagna ha accolto l'istanza in autotutela presentata dallo Studio per la sospensione delle cartelle di pagamento notificate da Agenzia Entrate Riscossione al Contribuente per tasse automobilistiche (bolli auto) rimaste impagate. Cos'era accaduto. Il cliente si vedeva destinatario di cartelle esattoriali contenenti il pagamento dei bolli auto arretrati di un veicolo in realtà mai appartenuto allo stesso. In pratica era vittima di una falsa intestazione di veicolo. Ebbene sì, può accadere anche questo. Ma non solo. Oltre alle cartelle esattoriali Agenzia Entrate Riscossione gli notificava comunicazione preliminare dell'avvio di procedure esecutive (quali fermo e pignoramento). Così, avendo sporto denuncia presso la competente Autorità Giudiziaria, nelle more del procedimento penale che a breve avrà corso, l'Avv Fabrizia Longo ha richiesto alla Regione Emilia-Romagna di voler sospendere le predette cartelle con comunicazione all'Ente Riscossore, il quale ha bloccato altresì la procedura esecutiva, che diversamente sarebbe andata avanti, nell'attesa della Sentenza definitiva del Tribunale. Per saperne di piu: http://www.studiolegaledmg.it/news.php?pb=home

 
 
CRISI E RISANAMENTO DELL'IMPRESA: Nomina degli organi di controllo delle società Srl e nuove possibilità di risanamento della crisi aziendale.
sabato 10 agosto 2019 - 11:01

Il legislatore ha limitato i casi in cui le società Srl sono obbligate alla nomina di un organo di controllo o del revisore. Si prevede, un innalzamento, rispetto al vigente testo dell'articolo 2477 c.c., delle soglie, superate le quali si avrà l'obbligo di nomina dei revisori e del collegio sindacale. Il nuovo testo prevede che la nomina obbligatoria del revisore o anche dell'organo di controllo si avrà nelle ipotesi in cui, per due esercizi consecutivi, verrà superato almeno uno dei seguenti limiti: • totale dell'attivo dello stato patrimoniale di 4 milioni di euro (rispetto agli attuali 2 milioni di euro); • ricavi delle vendite e delle prestazioni di 4 milioni di euro (rispetto agli attuali 2 milioni di euro); • numero dei dipendenti occupati in media durante l'esercizio di 20 unità (rispetto alle attuali 10 unità). Le modifiche non riguardano la norma che prevede l'obbligo di nomina del revisore quando si supera per due anni consecutivi anche uno solo dei parametri indicati, né la disposizione ai sensi della quale l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa qualora, per tre esercizi consecutivi, non venga superato alcuno dei limiti indicati. Il raddoppio dei parametri attualmente contenuti nel Codice della crisi di impresa rende giustizia alle tante piccole realtà imprenditoriali che sarebbero state gravate di ulteriori e gravosi oneri, il tutto però, senza travolgere gli obiettivi innovativi del nuovo Codice. Oggi più che mai si evidenzia per le imprese, l'esigenza di fare quel cambio di passo che porta ad avere un rapporto privilegiato con un professionista con il quale condividere gli obbiettivi di crescita e di giusto rigore gestionale della azienda, al fine di non incorrere in responsabilità di natura civilistica e penale; sicuramente non può essere solo il commercialista che segue l'azienda, il quale e sempre più gravato dalle scadenze fiscali, ad essere l'unico referente, c'è la necessita di rivolgersi a chi da anni ha lottato per salvare le aziende. Per questo motivo ci siamo dedicati esclusivamente a questa materia proprio per permettere alle aziende di gestire al meglio le proprie potenzialità. #AvvEmanueleDiMaso

 
 
#BANCHE E LA TRUFFA #DIAMANTI: Tra richieste di risarcimento danni ed indagini della Procura di Milano per l'attività di vendita dei diamanti effettuata dalle Banche come "investimento"
venerdì 09 agosto 2019 - 10:42

Continua a salire il numero dei clienti delle Banche coinvolte nella truffa dei diamanti da investimento, tra le altre Banco BPM ed Unicredit, che hanno denunciato alla Procura di Milano di essere state vittime della vicenda. Le ipotesi di reato sono truffa aggravata ed autoriciclaggio. La questione è relativa al fatto che i Clienti delle predette Banche comperavano presso le stesse e su consiglio delle medesime diamanti della IDB (Intermarket Diamond Business S.p.a.) e della DPI (Diamond Private Investment) per investimento. Purtroppo però tutte le informazioni relative alla sicurezza dell'investimento (rappresentato quale bene – rifugio), effettuate tramite materiale cartaceo quanto verbalmente, non corrispondevano al vero. Così come il prezzo di mercato dei beni, nonché la possibilità di poter disinvestire in qualsiasi momento senza difficoltà. In particolare, i prezzi dei diamanti venivano fissati direttamente dai professionisti ed era di molto superiore rispetto al loro valore reale. Inoltre se il consumatore avesse voluto vendere per realizzare liquidità, avrebbe dovuto necessariamente rivendere i diamanti ad altri consumatori rientranti nel medesimo circuito. Quindi si comprende come l'investimento fosse di difficile monetizzazione e spesso causava perdite rilevanti. Anche l'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato) ha avuto modo di accertare che il prezzo cui IDB vendeva i diamanti era gonfiato, basato su un presunto listino pubblicato sui quotidiani giuridici, senza alcun riferimento alle reali quotazioni di mercato. Di qui, pertanto, la condotta ingannevole e fuorviante perpetrata dagli Istituti bancari che ha causato notevoli danni patrimoniali ai propri clienti i quali potranno ora rivalersi contro gli stessi a titolo di risarcimento del danno. Per saperne di piu: http://www.studiolegaledmg.it/news.php?pb=home

 
 
 
#DEBITO TRIBUTARIO: Rottamazione ter cosa succede a chi non paga?
giovedì 08 agosto 2019 - 11:05

Le cartelle e gli avvisi contenuti nella domanda presentata nell'ambito della rottamazione ter per i quali il contribuente sceglie di non aderire alla definizione agevolata, non potranno essere rateizzati e Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà riprendere, come previsto dalla legge, le azioni di recupero. Quindi chi sceglie di non pagare perderà i benefici di legge ma potrà sempre procedere con la contestazione dei tributi, qualora sussistano vizi da sollevare o decadenze da eccepire. #StudioLegaleDiMaso

 
 
 
#DEBITO #TRIBUTARIO: Imposta Sui Redditi - Redditometro - "Famiglia Fiscale"
mercoledì 07 agosto 2019 - 15:34

Non è adeguatamente comprovato l'accertamento sintetico del redditometrico che ometta di tenere conto dei redditi dichiarati da coniuge del contribuente sottoposto a verifica (la cd. "Famiglia fiscale") qualora questi siano di entità tale da giustificare il possesso dei beni valorizzati dall'Ufficio. In ogni caso l'accertamento cd. "redditometrico" costituisce presunzione semplice che non legittima la rettifica del reddito qualora non sia comprovato da elementi ulteriori. Quindi in sostanza la Commissione Tributaria statuisce che l'accertamento eseguito per mezzo del redditometro per poter determinare un maggior reddito deve essere supportato da elementi oggettivi. Commissione Tributaria Regionale per l'Emilia-Romagna: Sentenza n. 0008/2018, del 02.01.2018, Sez. 12

 
 
#Debito Agenzia Entrate Riscossione - #Equitalia: Rottamazione Ter, come difendersi in caso di decadenza del piano di rateazione.
lunedì 05 agosto 2019 - 10:02

E' da poco scaduto il termine per effettuare il versamento della prima rata per la rottamazione ter e sono emersi i primi problemi e limiti di una normativa che non ha tenuto conto della mole dei debiti che strangolano le aziende ed cittadini del nostro paese. Le eccezioni mosse dai clienti sono tutte legate al fatto che il piano rateale è troppo breve e che le prime due rate sono particolarmente onerose. Quindi molti di quelli che hanno inoltrato istanza di adesione alla rottamazione ter sono costretti a non pagare le rate e decadranno dal piano. L'altra domanda che viene posta è, possiamo contestare le somme non dovute dopo che è stata inoltrata istanza di rottamazione o c'è un riconoscimento implicito del debito? Sul punto la Suprema Corte di Cassazione è stata chiara, le istanze di rateazione inoltrate all'ente riscossore non precludono la possibilità di poter contestare i vizi propri degli atti e quindi sollevare eccezioni di nullità dei ruoli, di prescrizione del debito, la nullità delle notifiche e via dicendo. Quindi la risposta è che c'è ancora la possibilità difendersi dalla richiesta di somme non dovute da parte di Agenzia Entrate Riscossione. Avv Emanuele Di Maso

 
 
 
AGENZIA ENTRATE RISCOSSIONE: Gli atti derivanti dagli accordi dei coniugi presi in sede di separazione o divorzio sono esenti da imposte
venerdì 02 agosto 2019 - 17:59

Con sentenza n. 249 del 12/12/2018, la Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia rigettava l'appello di Agenzia delle Entrate (la quale aveva inviato un avviso di liquidazione a un contribuente per il pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale per un totale di circa € 26.000,00), affermando contestualmente, che gli accordi sottoscritti dai coniugi in sede di divorzio o separazione godono dell'esenzione fiscale ai sensi dell'art. 19 Legge n. 74/1987.


La CTR ha infatti accolto la tesi presentata dal contribuente richiamando la sentenza della Corte di Cassazione n. 14157/2013 la quale ha stabilito che l'esenzione opera con riferimento a tutti i provvedimenti relativi al procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio, compresi quelli pronunciati fuori dallo stesso, purché rivolti a regolare rapporti economici insorti tra i coniugi a causa della loro lite matrimoniale. 

 

Nel caso di specie, pertanto, la CTR provvedeva ad annullare l'avviso di liquidazione in cui Agenzia delle Entrate chiedeva il pagamento delle imposte in relazione a un verbale di conciliazione giudiziale con il quale veniva sciolta la comunione legale e operata la divisione tra gli ex coniugi.

 
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