#DEBITO #BANCARIO: La Banca è tenuta a restituire al correntista gli interessi anatocistici addebitati illegittimamente.

giovedì 01 agosto 2019 - 19:33

Il Tribunale di Brindisi con Sentenza n. 955/2018 ha statuito che al correntista devono essere restituiti gli interessi anatocistici applicati illegittimamente dall'istituto di credito nonostante quest'ultimo abbia eccepito la prescrizione sulla base del fatto che il rapporto di conto corrente era maturato dieci anni prima. Il Tribunale ha così statuito: "se la Banca non avesse, in violazione di una norma imperativa di legge, addebitato sul conto importi non dovuti, il saldo del conto sarebbe stato nettamente inferiore ed a maggior credito del correntista". Dopo aver quindi aver effettuato un ricalcolo sul conto corrente in oggetto, è emerso che il correntista aveva versato in favore dell'istituto di credito importi non dovuti. Il Tribunale pertanto accoglieva la tesi del correntista e condannava la Banca alla restituzione di € 40.024,61 oltre interessi e spese

 
 

#DEBITO E #FALLIMENTO: Insinuazione del #credito da saldo negativo di conto corrente: occorre produrre l'estratto conto analitico

martedì 30 luglio 2019 - 21:17

Nel caso di specie la Banca ha presentato domanda per ammissione tardiva nel fallimento di una Società, titolando la pretesa nel saldo debitore di un conto corrente ordinario, con relativi interessi di mora. Il Giudice Delegato ha respinto la domanda, avendo considerato che il decreto ingiuntivo prodotto non è opponibile al fallimento, atteso che solo la definitiva esecutività dello stesso intervenuta prima del fallimento lo avrebbe reso tale. La Banca ha proposto opposizione avanti al Tribunale di Napoli, che la ha respinta. Avverso questa pronuncia la Banca ha presentato ricorso, ma la Corte di Cassazione, sez. VI Civile, 1 luglio 2019, n. 17640 respinge il ricorso poichè in tema di ammissione al passivo fallimentare, nell'insinuare il credito da saldo negativo di conto corrente, la Banca ha l'onere di dare conto dell'intera evoluzione del rapporto tramite il deposito degli estratti conto integrali. Questa sentenza è molto interessante perché sempre di più dimostra la circostanza che la semplice attestazione ex art 50 TUB non basta, occorre produrre la documentazione che riguardi tutto il rapporto di conto corrente.

 
 

#DEBITI SOCIETARI - REATI #TRIBUTARI: Società non versa l'IVA, non è punibile se il fatto è di tenue entità

lunedì 29 luglio 2019 - 20:55

La Corte di Cassazione, in riferimento al ricorso proposto dal legale rappresentante di una società condannato per il reato di omesso versamento dell'IVA dovuta in base alla dichiarazione presentata, di cui all'art. 10-ter d. lgs. 10 marzo 2000 n. 74, ha ribadito che la fattispecie è punita a titolo di dolo generico. Non potendosi invocare la crisi di liquidità per escludere la colpevolezza, negando, altresì, l'applicazione del principio del ne bis in idem convenzionale al caso di specie. Così, Cassazione penale, Sez. III, sentenza 2 luglio 2019, n. 28573 ha annullato la sentenza impugnata, in riferimento alla sussistenza delle condizioni applicative della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis, C.p., per particolare tenuità del fatto, in riferimento alla insussistenza del requisito dell'abitualità del fatto. Quindi si è accertato che l'episodio è stato occasionale e che l'entità della somma non versata non fosse rilevante.

 
 
 

#DEBITO #BANCARIO: Sono nulle le fideiussioni bancarie redatte su schema ABI

venerdì 26 luglio 2019 - 17:37

La sentenza n. 53/2019 del Tribunale di Belluno, richiamando recente giurisprudenza di merito, ha sancito la nullità assoluta del contratto di fideiussione che sia stato sottoscritto con modello ABI (associazione bancaria italiana) a causa della violazione della normativa antitrust. Il Giudice, in particolare, a sostegno della dichiarata nullità, ha affermato che gli schemi ABI sono censurabili in quanto hanno come scopo principale quello di addossare al fideiussore le conseguenze negative derivanti dall'inosservanza degli obblighi di diligenza della Banca. La sentenza continua adducendo che, nonostante la nullità sia riferita solamente a tre clausole della fideiussione, in ogni caso le conseguenze ricadono sul contratto nella sua interezza ai sensi dell'art. 1419 c.c. secondo cui "la nullità parziale di un contratto o la nullità di singole clausole, comporta la nullità dell'intero contratto se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che è colpita da nullità". Pertanto, il Giudice ha provveduto a revocare il decreto ingiuntivo emesso nei confronti del fideiussore e di conseguenza, ha rigettato la richiesta di pagamento avanzata dalla Banca. Anche questa pronuncia dimostra come sempre più spesso le #BANCHE agiscano in dispregio delle comuni regole di buona fede contrattuale, infatti troppo spesso ci si ritrova esposti al pagamento di debiti contratti da altri solo per avere sottoscritto inconsapevolmente un contratto di garanzia fideiussoria. Per questi motivi il nostro #StudioLegale è sempre in prima linea per combattere queste ingiustizie

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO: Sospensione dei termini e benefici ex art 20 L44/99 per #Usura Bancaria
martedì 23 luglio 2019 - 15:37

Nel caso in cui sono stati stipulati contratti di finanziamento bancario è sempre utile valutare se gli interessi applicati siano o meno regolari, in particolare comprendere se siano stati applicati interessi con tassi legali o #usurari. E' accaduto ad un imprenditore che sporgeva denuncia per usura riscontrata in un contratto di #mutuo contro una Banca e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo ha concesso i benefici ex art. 20 L. 44/99, di conseguenza ha sospeso le procedure esecutive e dato accesso al fondo vittime per l'usura gestito dalla Prefettura competente. Al fine di ottenere detto risultato è sempre necessario allegare consulenze di parte e relazioni tecniche da cui dovrà emergere che nel corso del rapporto è stato applicato un tasso di interesse superiore al tasso soglia di riferimento, sicché è ipotizzabile il reato di cui all'art. 644 c.p., per questo motivo, nel caso di specie, è stata disposta la sospensione dei termini di scadenza degli adempimenti amministrativi e per il pagamento dei ratei dei mutui bancari ed ipotecari, nonché di ogni altro atto (decreti ingiuntivi, pignoramenti ecc.) e procedure aventi efficacia esecutiva per la durata di due anni, come previsto per legge. Il nostro #Studiolegale da anni si occupa di questa materia e difende le vittime di questi accordi illeciti.

 
 
 
#DIRITTO #TRIBUTARIO: Non è imputabile al contribuente l'omessa dichiarazione presentata tramite CAF e dallo stesso non inviata.
lunedì 22 luglio 2019 - 20:38

Non è imputabile al contribuente l'omessa dichiarazione dei redditi non inviata dal CAF nel caso in cui lo stesso abbia potuto dimostrare di averla regolarmente presentata all'intermediario. La Commissione Tributaria per la Liguria ha deciso in merito all'appello presentato dall'Agenzia delle Entrate spiegando che le istruzioni al modello 730 prevedono un termine entro il quale il CAF deve rilasciare la ricevuta dell'avvenuta presentazione della dichiarazione da parte del contribuente e un secondo termine successivo per la trasmissione telematica della dichiarazione predisposta da parte del CAF. Nel caso di specie il 730 deve essere considerato presentato poiché il CAF ha emesso regolare ricevuta della ricezione della dichiarazione, mentre l'omessa successiva trasmissione telematica della dichiarazione libera da ogni responsabilità il contribuente.

 
 
#DEBITI SOCIETARI - REATI #FALLIMENTARI: La commisurazione delle pene accessorie per i reati inerenti la #Bancarotta fraudolenta.
venerdì 19 luglio 2019 - 21:14

La questione giuridica rimessa alle Sezioni Unite della Cassazione è sorta a seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale n. 222/2018, con cui è stata dichiarata l'illegittimità dell'art. 216, ultimo comma, del R.d. 16 marzo 1942, n. 267 L.F., nella parte in cui stabilisce che la condanna per il delitto di bancarotta fraudolenta importa l'applicazione delle pene accessorie interdittive ivi previste «per la durata di dieci anni» anziché «fino a dieci anni». In merito, la Cass., Sez. Unite, Sent. 28 febbraio 2019, n. 28910, afferma il principio di diritto in base al quale le pene accessorie previste dall'art. 216 L.F., così come le altre pene accessorie per le quali la legge indica un termine di durata non fissa, devono essere determinate in concreto da Giudice in base ai criteri di cui all'art. 133 del Codice Penale.

 
 
#DEBITO AGENZIA ENTRATE #RISCOSSIONE: La cartella esattoriale è illegittima se richiama atti precedenti non allegati
mercoledì 17 luglio 2019 - 21:11

La Corte di Cassazione con Ordinanza n. 18224 dell'11 luglio 2018 ha affermato che la mancata indicazione all'interno della cartella di pagamento dell'altro atto costituente il presupposto dell'imposizione è illegittima. Nel caso di specie infatti, l'agente della riscossione aveva provveduto a notificare una cartella esattoriale la quale non riportava gli estremi dell'atto presupposto il quale non veniva né allegato né preventivamente comunicato al contribuente; la Corte pertanto, uniformandosi al consolidato orientamento, stabiliva l'illegittimità della cartella medesima in quanto si assisteva a una violazione del diritto di difesa del contribuente medesimo. Pertanto, qualora la cartella faccia riferimento a precedenti atti non allegati, spetta all'agente della riscossione provvedere alla loro allegazione o comunicarli tempestivamente al contribuente, pena l'illegittimità della cartella notificata.

 
 
#DEBITO E #CRISI D'IMPRESA: Soluzioni per salvaguardare la continuità aziendale e recuperare risorse al fine di ottenere nuova competitività sul mercato.
martedì 16 luglio 2019 - 21:32

La riforma organica del Codice della Crisi d'impresa e dell'insolvenza, prevede diversi strumenti per la salvaguardia dell'impresa e degli imprenditori. Sempre più spesso è importante intervenire con un'attenta e capillare analisi del debito, il quale a volte può essere una risorsa; potrà sembrare un'affermazione paradossale ma molto spesso si possono attingere risorse finanziarie dai debiti bancari, in particolare quando i rapporti in essere sono molto datati. Infatti dalle numerose analisi eseguite dal nostro #StudioLegale è emerso, in modo ricorrente, la possibilità di negoziare al ribasso l'indebitamento bancario proprio grazie alle risorse che erano state sottratte in eccesso dagli istituti bancari, prima della crisi. Stesso discorso vale per il debito tributario, il quale si ha modo di contestarlo nella sua consistenza in quanto, molto spesso, le somme richieste non corrispondono a quanto effettivamente dovuto, sia per intervenuta prescrizione del debito, che per eccessività della somma chiesta a titolo di aggi e costi generali. Quindi prima di valutare se la situazione è configurabile come crisi o meno è necessario capire quale sia l'indebitamento reale. In questo senso il codice parla del nuovo concordato con continuità aziendale, degli accordi di ristrutturazione dei debiti, dei piani attestati di risanamento; il tutto volto a soddisfare i creditori non attraverso la liquidazione e la svendita del patrimonio aziendale ma attraverso le risorse derivanti dalla prosecuzione dell'attività stessa. Anche per gli imprenditori non soggetti al fallimento per le soglie dimensionali (consumatori, professionisti, ditte individuali, società di persone) vi è una via d'uscita, ossia lo strumento della composizione della crisi da sovraindebitamento introdotto con L.n. 3 del 2012 che permette di ridurre il debito a quanto effettivamente il soggetto che aderisce è in grado di pagare in base alle sue disponibilità.

 
 
#DEBITO #AGENZIA ENTRATE #RISCOSSIONE: E' possibile la prosecuzione del processo tributario solo per le somme non rottamate
lunedì 15 luglio 2019 - 21:22

La #rottamazione non preclude la prosecuzione del giudizio tributario per le somme non definite in maniera agevolata, qualora vi sia l'interesse delle parti a proseguire la controversia limitatamente alla parte di pretesa non definita. La Commissione Tributaria Regionale per la Sicilia con sentenza n 645/1/19 ha, infatti, spiegato che, con la presentazione della dichiarazione di adesione alla procedura, il contribuente si impegna a rinunciare ai giudizi relativi ai carichi che intende definire. Tale impegno, però, non corrisponde alla rinuncia al ricorso di cui all'art. 44 del D. Lgs. n. 546 del 1992 poiché il giudizio si estingue per cessazione della materia del contendere solo nel momento in cui il carico definito efficacemente, attraverso l'integrale pagamento del dovuto per la definizione agevolata, riguardi l'intera pretesa oggetto della controversia. Quindi nel caso in cui il #contribuente che abbia presentato istanza per definizione agevolata (rottamazione) ed abbia successivamente deciso di contestare le somme richieste perché accortosi della non dovutezza della stesse potrà proporre ricorso al fine di far valere i propri diritti.

Per questo motivo diciamo sempre ai nostri clienti di controllare se effettivamente quello che viene richiesto in pagamento sia effettivamnte dovuto, molto spesso si possono #risparmiare somme notevoli.

 
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