SOVRAINDEBITAMENTO E PIANO DEL CONSUMATORE

mercoledì 16 ottobre 2019 - 08:49

Buone notizie per i coniugi che intendono accedere al c.d. #piano del #consumatore, lo strumento introdotto dalla L. 3/2012 che consente, a certe condizioni, di rinegoziare il debito contratto per motivi personali o familiari. Di recente il Tribunale di Napoli ha infatti omologato un piano del consumatore proposto in maniera congiunta da entrambi i coniugi, i quali hanno così potuto ottenere un abbattimento del debito pari al 30%, oltre alla definizione di un piano di rientro in linea con le loro reali possibilità economiche . In particolare, il Tribunale apre alla nozione di sovraindebitamento familiare, avendo i coniugi messo a disposizione entrambi le proprie masse attive e le messe passive che, pure restando distinte, formano un progetto unitario di risoluzione della crisi". L'omologazione del piano conferma un principio di diritto ormai condiviso dalla giurisprudenza di merito prevedendo proprio l'ipotesi di un'unico piano in caso di sovraindebitamento familiare , quindi riconducibile al medesimo nucleo familiare.

 
 

#Sovraindebitamento e soddisfacimento dei creditori mediante cessione dell'intero importo della pensione: #Piano del consumatore - Soddisfacimento dei creditori mediante cessione dell'intero importo della pensione - Esclusione

martedì 15 ottobre 2019 - 17:48

Non può trovare accoglimento il ricorso per ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento del consumatore che preveda, come modalità di pagamento, la cessione dell'intero importo della pensione risultando violati i limiti di cui agli artt. 5 e 68 della legge n. 180/1950 le cui statuizioni hanno natura imperativa. (Trib. Mantova, 05 Settembre 2019. In sostanza il Tribunale ha statuito che non può essere prevista la messa a disposizione dell'intera pensione per soddisfare i creditori in quanto sussiste un limite di legge che stabilisce la somma massima che puo essere resa disponibile a favore dei terzi. Inoltre ha rigettato la procedura in quanto la causa principale dell'indebitamento era derivante nella dedizione al gioco d'azzardo sicché il ricorrente ha colposamente determinato il proprio sovraindebitamento, ricorrendo quindi l'ipotesi di cui all'art. 12 bis co. 3 della legge n. 3/2012.

 
 
 

#CRISI DI #IMPRESA: Strumenti e responsabilità dell'Amministratore.

lunedì 14 ottobre 2019 - 18:24

Il nuovo codice della #Crisi di #Impresa prevede che l'Amministratore debba favorire l'allertamento precoce al fine di favorire il risanamento delle Imprese e porre un presidio sulla robustezza del loro equilibrio economico e finanziario. Un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile deve essere un insieme sistematico di #strumenti che garantiscono la #rilevazione precoce degli indizi della crisi. Gli strumenti tradizionali di controllo quantitativo basati sul bilancio non hanno la capacità di prevenire una crisi ma sono solo in grado di identificare uno stato di crisi già in essere. Per questo motivo è necessario rivolgersi a studi che si occupano di consulenza e ristrutturazione aziendale, il nostro studio opera da anni in questo ambito al fine di poter dare una mano alle imprese che operano sul nostro territorio.

 
 
 

#DEBITO #BANCARIO ED #USURA: Il Tribunale di Ferrara non concede la provvisoria esecuzione ad un decreto ingiuntivo del valore di 80.000,00 euro, in una causa patrocinata dal nostro studio.

lunedì 14 ottobre 2019 - 10:39

Altro risultato raggiunto dallo Studio Legale Di Maso in un'opposizione a decreto ingiuntivo promossa nell'interesse di due persone fisiche (marito e moglie) destinatari di un'ingiunzione di pagamento da parte della Banca Ifis per un finanziamento contratto nel 2010. Il Tribunale di Ferrara non ha concesso alla Banca la provvisoria esecutività del D.I. opposto aderendo alle difese del legale in tema di usura e, quindi, della non debenza di alcun interesse. In particolare si richiamava la tesi, accolta dal Giudice, secondo la quale nei costi da considerare ai fini della determinazione del TEG onde rilevare il superamento o meno della soglia-usura, devono essere ricomprese le spese per la polizza assicurativa annessa al finanziamento. Per questo, in tema di debito bancario, è importante analizzare attentamente i contratti sottoscritti, in quanto spesso sono affetti da anomalie e violazioni della normativa anti-usura ed a tal fine è importate redigere un'adeguata perizia econometrica per poter sostenere correttamente le proprie tesi difensive.

 
 
 
#DEBITO #BANCARIO E #USURA: Il Tribunale di Bologna rileva che nel calcolo del tasso soglia devono essere ricomprese anche le penali previste in caso di risoluzione del contratto
venerdì 11 ottobre 2019 - 19:55

Così è a pronunciarsi la Terza Sezione Civile del Tribunale di Bologna nel caso di un correntista mutuatario il cui contratto di finanziamento sottoscritto con la Banca prevedeva l'estinzione anticipata subordinata al pagamento di un compenso pari all'1% del capitale residuo da rimborsare. Tale compenso era convenuto in capo al mutuatario anche in caso di decadenza dal beneficio del termine, di risoluzione del contratto, nell'ipotesi di mancato, parziale o totale, utilizzo del finanziamento entro i termini contrattualmente stabiliti. Esaminato il TEG, il contratto risultava sopra soglia usura. Quindi se entro una determinata data la banca avesse chiesto l'immediato rimborso del credito per inadempimento, il mutuatario avrebbe dovuto pagare un costo complessivo usurario poiché superiore al TSU vigente al momento della stipula del contratto. Si chiedeva così il riconoscimento della gratuità del mutuo ai sensi dell'art. 1815, comma 2 C.c. e la condanna della banca convenuta alla restituzione di tutti gli interessi illegittimamente versati. Con Ordinanza il Tribunale di Bologna ammetteva CTU chiedendo al tecnico di verificare se tenuto conto della commissione per estinzione anticipata pattuita in caso di risoluzione del contratto di mutuo, il tasso fosse usurario. In questo caso il CTU doveva altresì calcolare l'eventuale somma da restituire. Questa Ordinanza è importante in quanto si annovera tra tutta quella giurisprudenza che dà valore al principio dell'onnicomprensività del costo del credito ai fini del vaglio usurario, principio previsto nell'art. 644 del Codice Penale.

 
 
 
#REATI #FALLIMENTARI: Presupposti per l'esclusione della sussistenza di reati fallimentari come commessi dagli amministratori di una società fallita appartenente ad un gruppo.
venerdì 11 ottobre 2019 - 09:20

Qualora il fallimento riguardi una società appartenente ad un gruppo, la natura distrattiva o dissipativa di un'operazione posta in essere da un suo amministratore, di cui lo stesso sia chiamato a rispondere ai sensi degli artt. 216 e 223, primo comma, L.F., può essere esclusa. Può essere esclusa in presenza di vantaggi compensativi, di cui la società apparentemente danneggiata possa avere o avrebbe potuto usufruire e di cui l'imputato è tenuto a fornire la prova, che abbiano o avrebbero potuto riequilibrare gli effetti immediatamente negativi per la fallita di quell'operazione, così da neutralizzare, ancor prima dell'apertura della procedura fallimentare, gli svantaggi per i creditori sociali. In tal senso una recente Sentenza la Corte di Cassazione (n. 32654 del 2018).

 
 
 
#AGENZIA DELLE #ENTRATE #RISCOSSIONE: Inesistente la notifica effettuata a mezzo di poste private
giovedì 10 ottobre 2019 - 21:09

La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 234/2018 ha ribadito un principio già sancito in numerose pronunce civili secondo cui si configura l'inesistenza giuridica delle notifiche eseguite a mezzo di poste private. È infatti ormai consolidato l'indirizzo giurisprudenziale per cui tutti i servizi relativi a notificazioni e comunicazioni a mezzo posta debbano avvenire per il tramite di Poste Italiane S.p.A. Qualora la notifica sia avvenuta a mezzo di servizio postale privato, quindi con modalità non contemplate dall'ordinamento, la notifica dovrà essere considerata come giuridicamente inesistente. Va precisato che, affinché le notifiche effettuate a mezzo di servizi privati abbiano effetto, sarà necessario attendere il rilascio delle licenze individuali da parte dell'Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) nei confronti degli operatori che soddisfano determinati requisiti: soltanto in questo caso avranno effetto le notifiche effettuate da tali servizi alternativi rispetto a Poste Italiane S.p.A.

 
 
 
#DEBITI #TRIBUTARI: Non può essere richiesta al contribuente la prova dei fatti già documentalmente noti al Comune
mercoledì 09 ottobre 2019 - 12:23

L'amministrazione finanziaria non può richiedere documenti e informazioni al contribuente che siano già in proprio possesso o in possesso di altre amministrazioni pubbliche indicate dallo stesso. Questa è la conclusione a cui sono giunti i giudici della CTR del Lazio, con sentenza n 4239/19 del 11/07/19 secondo i quali, alla luce del principio di collaborazione e buona fede che deve improntare i rapporti tra fisco e contribuente, a quest'ultimo non può essere chiesta la prova di fatti già documentalmente noti all'ente impositore (Cass. ord. n. 12304/2017). Nel caso di specie le risultanze anagrafiche sono pienamente sufficienti a legittimare l'esenzione dall'ICI per gli immobili in uso gratuito a parenti e affini fino al secondo grado senza che sia necessaria la comunicazione prevista dal regolamento comunale.

 
 
#DEBITO #INPS OMESSO VERSANTO DEI CONTRIBUTI: Cosa fare?
lunedì 07 ottobre 2019 - 20:11

Il mancato versamento dei contributi INPS da parte del datore di lavoro delle ritenute previdenziali operate sugli stipendi dei propri dipendenti, è un reato penale punito con una sanzione massima che prevede la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032,00 euro. Il datore di lavoro che omette il versamento delle ritenute entro il termine del sedicesimo giorno del mese successivo a quello a cui si riferiscono i contributi, può rimediare pagando un sanzione civile ridotta in caso di ravvedimento spontaneo e pagamento di quanto dovuto prima che venga accertata la violazione, oppure, una volta che venga accertata l'omissione, di pagare la somma indicata nella diffida tramite la rateizzazione così da evitare il procedimento penale e l'eventuale condanna se il pagamento non viene effettuato entro tre mesi dalla notifica della diffida. Così, il datore di lavoro in difficoltà economiche a causa, per esempio, di una crisi di liquidità temporanea dell'impresa può ottenere una riduzione delle sanzioni civili. La riduzione delle sanzioni civili, infatti, può essere concessa solo se il debito è rilevabile da denunce e registrazioni obbligatorie, mentre nell'ipotesi di evasione contributiva la riduzione può essere concessa solo nel caso di denuncia spontanea entro i dodici mesi, con versamento del debito o richiesta di rateazione entro i trenta giorni successivi alla denuncia.

 
 
#DEBITO #TRIBUTARIO - #AGENZIA ENTRATE RISCOSSIONE (#EQUITALIA): Vizi che normalmente riscontriamo nelle cartelle esattoriali e benefici derivanti dalla loro impugnazione
giovedì 03 ottobre 2019 - 19:16

Una cartella esattoriale può essere contestata perché molto frequentemente riscontriamo i vizi che di seguito vi elenchiamo: di sostanza (o di merito) come, ad esempio, l'avvenuto pagamento della somma, la sospensione del titolo a seguito di ricorso al giudice, il difetto di motivazione, la non dovutezza del tributo perché erroneamente attribuito, l'intervenuta prescrizione o decadenza per decorso del temine previsto per legge, l'intempestiva formazione del ruolo e la notifica a soggetto non legittimato; di forma come, ad esempio, la mancata indicazione del responsabile del procedimento, l'omessa notifica dell'atto prodromico, l'omesso calcolo degli interessi, l'errata notificazione della cartella esattoriale e/o l'errata sottoscrizione, nonchè la mancanza delle informazioni essenziali della cartella. Tutto questo porta ad avere numerosi benefici conseguenti all'impugnazione di una cartella viziata. Primo fra tutti la sospensione della cartella stessa, che permette di bloccare eventuali procedure esecutive instaurate dall'Agente Riscossore, come il pignoramento della propria automobile utilizzata per recarsi a lavoro o l'immobile di proprietà che ricordiamo può essere oggetto di pignoramento anche nel caso in cui sia gravato da mutuo ipotecario. Fatta eccezione per la prima casa la quale soggiace ai seguenti limiti di pignorabilità: • corrisponda al luogo in cui il contribuente ha fissato la propria residenza; • abbia destinazione catastale abitativa; • non sia catastalmente classificato come villa (A8), castello (A9) e non possieda i requisiti delle case di lusso. Se uno solo di questi requisiti manca e il debito del contribuente è almeno di € 120.000, l'Agenzia delle Entrate può procedere al pignoramento. Se invece l'importo è inferiore a 120.000, ma superiore a € 20.000, l'agente di riscossione potrà solo iscrivere ipoteca sull'immobile. Non gli sarà possibile infatti agire esecutivamente e far vendere l'immobile all'asta. In ogni caso qualora il contribuente intendesse vendere il bene dovrà prima soddisfare l'ente riscossore, viceversa non potrà cancellare l'ipoteca. Per tutti questi motivi è necessario rivolgersi a professionisti che seguano queste materie perché si ha la possibilità di ottenere sgravi significativi della propria esposizione debitoria. Il nostro Studio si occupa ormai da anni di questo ambito del diritto, ottenendo diverse pronunce significative in merito.

 
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