DEBITO BANCARIO E FINANZIAMENTI AL TASSO SVIZZERO: Nullità della clausola di doppia indicizzazione al tasso di interesse ed al tasso di cambio

venerdì 28 giugno 2019 - 18:40

Anche la Corte di Cassazione finalmente si pronuncia il tal senso, dopo molte decisioni dei Tribunali e delle Corti d'Appello.

 

"Le clausole dei contratti bancari che disciplinano le condizioni economiche sono nulle se non contengono l'indicazione di un criterio che consenta di determinare ex ante in maniera univoca ad entrambi i contraenti (quindi il cliente a la Banca) l'oggetto della prestazione".

 

Negli anni, infatti, alcuni Istituti di credito hanno venduto ai propri clienti mutui indicizzati al franco svizzero come prodotti senza rischio.
In realtà contenevano clausole vessatorie per indeterminatezza dell'oggetto e delle condizioni, e soprattutto delle cifre da capogiro da restituire alla Banca nel caso di estinzione anticipata del finanziamento, poiché troppo dipendenti dalle variazioni e dalle fluttuazioni tanto dell'indice franco svizzero quanto dei tassi di cambio euro / franco svizzero.

 

La Corte di legittimità ha pertanto stabilito la nullità di tali clausole contrarie al principio di trasparenza bancaria sancito dal nostro ordinamento, nonché per mancanza di univocità ed esattezza nella determinazione degli importi.

 

La conseguenza sarà che il finanziamento dovrà essere considerato come gratuito, ossia con ricalcolo del tasso di interesse al tasso zero, con restituzione da parte della Banca di quanto illegittimamente percepito a titolo di interessi.

 

Questa pronuncia ci aiuterà ad avere riscontro positivo nei contenziosi che stiamo patrocinando per nostri i clienti i cui contratti hanno evidenziato questo tipo di vizio.

 
 
 

DEBITO-CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO: Debitore esecutato può essere ammesso alla procedura di liquidazione anche in assenza di beni da liquidare

giovedì 27 giugno 2019 - 21:01

Il debitore sovraindebitato può essere ammesso alla procedura di liquidazione del patrimonio, e quindi giovarsi dell'effetto esdebitatorio, anche se non è proprietario di alcun bene e percepisca soltanto un salario mensile. Se infatti il reddito del debitore sia tale da consentire un soddisfacimento, seppur parziale, dei creditori, senza pregiudizio per il mantenimento suo e della sua famiglia, il Giudice può ammetterlo comunque alla procedura da sovraindebitamento. Si parla anche della c.d. liquidazione del patrimonio "futuro", ovvero di tutti quei crediti eventualmente sopravvenuti nel quadriennio successivo al deposito della domanda di ammissione alla procedura che possono soddisfare, anche se parzialmente, le pretese creditorie.

 
 
 

DEBITO TRIBUTARIO: Operazioni inesistenti - L'ufficio deve fornire elementi gravi precisi e concordanti.

mercoledì 26 giugno 2019 - 19:27

L'Amministrazione nel contestare indebite deduzioni dì costi e di detrazioni Iva, deve fornire elementi, anche semplicemente presuntivi, purché oggettivi, atti ad asseverare l'emissione di fatture in assoluta assenza di corrispondente prestazione. In tal caso il contribuente che rivendichi la legittimità della deduzione dei costi e della detrazione dell'Iva, ha l'onere di fornire la prova dell'effettiva esistenza delle operazioni. Nel caso di specie le contestazioni mosse dall'Ufficio astrattamente riferite a parti di fatture relative ad attività esistenti ed altre ad attività inesistenti senza alcuna determinazione analitica delle stesse e senza considerare quanto fornito dalla contribuente risultano inconducenti e non sufficientemente persuasive. E' quanto emerge dalla sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bologna n. 687 del 22 marzo 2019.

 
 

BANCHE - TRUFFA DIAMANTI: Banco BPM condannata dal Tribunale di Verona a risarcire 32mila euro, per aver venduto diamanti ai propri clienti.

lunedì 24 giugno 2019 - 19:37

Con sentenza del 23.05.2019, Banco Bpm è stata condannata a risarcire il danno causato a un investitore dalla vendita di diamanti di Intermaket Diamond Business (IDB), primo broker italiano di diamanti, società a seguito della vicenda fallita. I diamanti erano venduti ad un prezzo circa quattro volte il reale valore e Intermarket Diamond Business, per convincere gli investitori sulla convenienza dell'operazione, provvedeva a pubblicare finte quotazioni, che poi si sono rivelate essere pagine pubblicitarie a pagamento. La sentenza ha accertato la piena responsabilità della Banca che faceva da intermediaria tra il cliente e IDB, promuovendo l'acquisto di diamanti in cambio di laute commissioni, ovvero viaggi e reperti archeologici.

 
 
 
#DEBITO AGENZIA DELLE ENTRATE #RISCOSSIONE - #EQUITALIA: Il nostro Studio ottiene l'annullamento di cartelle esattoriali per un importo di circa 700.000,00 euro
venerdì 21 giugno 2019 - 17:49

Dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Mantova lo #StudioLegaleDiMaso ha difeso un artigiano al quale l'allora Agente della Riscossione, aveva notificato cartelle esattoriali per la complessiva somma di euro 680.000,00.

 

Il debito atteneva a mancati versamenti Irpef, addizionale Irpef regionale e comunale, Iva e Ilor compresi tra gli anni 1995 e 1997.

Nel tempo, si erano così succedute varie intimazioni di pagamento accompagnate, poi, da pignoramenti, che hanno fatto proliferare il debito in modo esponenziale, passando da circa 200.000,00 alla improponibile somma di 680.000,00; la differenza era data da sanzioni, interessi e aggio.

 

Ma è di tutta evidenza che uno Stato che intende, legittimamente, recuperare le somme dovute dai contribuenti che quasi sempre non versano quanto dovuto perché nascono difficoltà nell'ambito dell'attività imprenditoriale/artigianale non può di certo gravare il cittadino di oneri così esosi da rendere impossibile la riscossione. Tra l'altro oltre a questa assurdità si somma il fatto che spesso le somme richieste non sono dovute perchè prescritte o per altri motivi che viziano la riscossione.

 

Per questo motivo diciamo ai nostri clienti che prima di pagare gli importi richiesti dall'agente di riscossione è  necessario verificare la effettiva dovutezza di quanto richiesto.

 

Nella nostra esperienza sul campo, comprovata dai provvedimenti ottenuti frequentemente, abbiamo riscontrato che il debito è abbattibile per una percentuale importante.

 

Il caso trattato all'epoca fu cosi clamoroso per l'entità della somma sgravata che "La Gazzetta di Mantova", pubblicò un articolo.

 
 
 
DEBITO BANCARIO - ESECUZIONE IMMOBILIARE: Vendita bloccata tre ore prima dell'asta
mercoledì 19 giugno 2019 - 19:07

Lo Studio Legale Di Maso è riuscito ad ottenere dal Tribunale di Bologna nella procedura R.g.n. 145/16 la revoca dell'Ordinanza di Vendita a poche ore dall'esperimento dell'asta, con grande sollievo del debitore che continuerà ad abitare nella propria casa. Gli offerenti si sono visti così restituire dal Notaio la cauzione prestata per l'acquisto e la Banca, che già vedeva la soddisfazione del proprio credito, ha dovuto accettare la decisione dell'Autorità Giudiziaria. In prima battuta il Giudice aveva respinto la richiesta di conversione del pignoramento depositata dal debitore, ma successivamente il Giudice ha rimesso in termini il debitore per la procedura di conversione bloccando immediatamente la vendita già fissata. In questo modo il debitore non perderà la propria abitazione e per rientrare del debito verserà una somma mensile rateizzata.

 
 
 
DEBITO TRIBUTARIO: L'ignoranza incolpevole esclude la dovutezza delle sanzioni tributarie
martedì 18 giugno 2019 - 14:55

Per l'esclusione della responsabilità, l'autore del fatto è chiamato a provare la propria ignoranza incolpevole. Tale onere probatorio, chiarisce la Corte di Cassazione con l'Ordinanza n. 12901 depositata il 15 maggio 2019, ricade sul contribuente e non può essere rilevato d'ufficio. Il caso in esame vede, appunto, un contribuente avvalersi del condono tombale, tuttavia, corrispondeva soltanto la prima rata, non rispettando il piano formalizzato nell'istanza di condono. L'Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione il dovuto, applicando anche le relative sanzioni a norma del D.Lgs. n. 472/1997. Il contribuente, in particolare, ritenendo responsabile dell'inadempimento il proprio consulente che aveva curato il perfezionamento del condono chiedeva di non essere sanzionato, la Corte conferma quanto richiesto.

 
 
 
CRISI DI IMPRESA: Nuovi parametri per la nomina degli organi di controllo delle società Srl.
domenica 16 giugno 2019 - 19:39

Tra le misure contenute nel disegno di legge di conversione, del Decreto "sblocca cantieri" è ricompresa anche una previsione che riguarda la nomina dei revisori e del collegio sindacale nelle società a responsabilità limitata. Attraverso questo intervento, vengono limitati i casi in cui le società Srl sono obbligate alla nomina di un organo di controllo o del revisore. Si prevede, un innalzamento, rispetto al vigente testo dell'articolo 2477 c.c., delle soglie, superate le quali si avrà l'obbligo di nomina dei revisori e del collegio sindacale. Il nuovo testo prevede che la nomina obbligatoria del revisore o anche dell'organo di controllo si avrà nelle ipotesi in cui, per due esercizi consecutivi, verrà superato almeno uno di questi limiti: • totale dell'attivo dello stato patrimoniale di 4 milioni di euro (rispetto agli attuali 2 milioni di euro); • ricavi delle vendite e delle prestazioni di 4 milioni di euro (rispetto agli attuali 2 milioni di euro); • numero dei dipendenti occupati in media durante l'esercizio di 20 unità (rispetto alle attuali 10 unità). Le modifiche non riguardano la norma che prevede l'obbligo di nomina del revisore quando si supera per due anni consecutivi anche uno solo dei parametri indicati, né la disposizione ai sensi della quale l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa qualora, per tre esercizi consecutivi, non venga superato alcuno dei limiti indicati. Il raddoppio dei parametri attualmente contenuti nel nuovo Codice della crisi di impresa rende giustizia alle tante piccole realtà imprenditoriali che sarebbero state gravate di ulteriori e gravosi oneri, il tutto però, senza travolgere gli obiettivi innovativi del nuovo Codice. Il disegno di legge, è stato approvato dal Senato e verrà ora esaminato dall'altro ramo del Parlamento. Nella speranza che la norma venga approvata in tempi brevi si evidenzia sempre di più, per le imprese, l'esigenza di fare quel cambio di passo che porta ad avere un rapporto privilegiato con un professionista con il quale condividere gli obbiettivi di crescita e di giusto rigore gestionale della azienda, al fine di non incorrere in responsabilità di natura civilistica e penale.

 
 
 
DEBITO BANCARIO - CONTRATTO DI MUTUO: Il Tribunale di Rimini in conformità a quanto chiesto dal nostro Studio ha ritenuto necessario espletare la consulenza econometrica
venerdì 14 giugno 2019 - 17:26

Potrà sembrare non interessante questo provvedimento che pubblichiamo, ma vi assicuriamo che per noi lo è, dal momento che quando si contesta un debito, che trae origine da un contratto bancario, non è affatto scontato che i magistrati ammettano la consulenza tecnica d'ufficio.

 

Infatti nella quasi totalità dei casi le Banche nelle loro difese si limitano a dichiarare che le somme richieste sono corrette poichè in linea con le regole dettate da Banca d'Italia nella gestione del contratto, e che quanto asserisce il contraente-consumatore è infondato perché difforme dalle succitate regole.

 

In buona sostanza, insomma, le difese svolte in favore del debitore sarebbero infondate.

 

Sul punto però è utile una precisazione: Banca d'Italia non emana norme ma raccomandazioni per le proprie partecipate, ovvero le Banche medesime che detengono il suo capitale sociale, quindi è difficile che tali indicazioni prediligano il consumatore/contraente.

 

La circostanza che spesso ci lascia stupiti è come le cause vengano decise senza neanche ammettere la CTU econometrica; attività, invece, che potrebbe fare chiarezza e dire in modo inequivocabile se le somme chieste dalla Banca siano dovute o meno, ed eventualmente per quali importi.

 

Quindi in molti casi il sistema giudiziario avalla l'applicazione di queste regole non scritte, pronunciandosi a favore degli Istituti di credito, ma noi non demordiamo, e molto spesso siamo in grado di convincere i magistrati della necessità di procedere con la CTU (consulenza econometrica) per approfondire gli effettivi rapporti dare/avere.

 

Dalla nostra esperienza nell'80 % dei casi tutte le volte in cui ci sono i presupposti per un contenzioso e vengono nominati i consulenti emergono irregolarità contrattuali/contabili e quindi vengono recuperate somme importanti non dovute.

 

Questi motivi rendono interessante anche l'ordinanza con la quale il Giudice ammette la CTU econometrica, circostanza che ci permette di ottenere il massimo risultato per i nostri clienti.

#StudioLegaleDiMaso

 

 
 
 
Debito Tributario Agenzia Entrate-Equitalia: Torna la rottamazione ter delle cartelle
martedì 11 giugno 2019 - 18:11

Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno dato il via libera alla riapertura dei termini della pace fiscale fino al 31 luglio, prorogando la precedente scadenza del 30 aprile.

 

Quindi chiunque abbia ancora debiti con il Fisco riguardanti il periodo che va dal 2000 al 2017 può regolarizzare la sua posizione entro il 31 luglio dichiarando di voler aderire alla rottamazione ter.

 

L'emendamento prevede la riapertura dei termini per il saldo e stralcio. Chi decide di aderire alla rottamazione ha la possibilità di versare le imposte o i contributi dovuti, mettendosi così in regola, senza dover pagare sanzioni né interessi.

 

Per quanto riguarda il saldo e stralcio, invece, riguarda chi si trova in difficoltà economica, con un Isee inferiore ai 20mila euro. Chi aderisce può pagare il suo debito con il Fisco pagando solo una quota delle somme dovute.

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