Casi seguiti Soluzione della crisi GESTIONE DELLA CRISI AZIENDALE. LA NUOVA PROCEDURA D'ALLERTA PER EVITARE IL FALLIMENTO DELL'IMPRESA

GESTIONE DELLA CRISI AZIENDALE. LA NUOVA PROCEDURA D'ALLERTA PER EVITARE IL FALLIMENTO DELL'IMPRESA

Con il disegno di legge delega per la riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza, importanti innovazioni stanno prendendo vita nell'ottica di un complessivo cambiamento che porterà all'elaborazione di un Testo unico sull'insolvenza molto più attento e sensibile alle esigenze delle aziende.

 

Quindi, innovazioni positive con l'introduzione di "Procedure di allerta e mediazione" volte ad impedire il fallimento dell'impresa grazie alla gestione della crisi aziendale nella sua fase precoce, nonché a favorire lo svolgimento di negoziati tra debitore e creditori.

 

Ad oggi, infatti, è piuttosto arduo per un'azienda in crisi, soprattutto per le piccole-medie imprese, avvicinarsi in autonomia ai processi di ristrutturazione precoce, sia per motivi legati alla competitività sul mercato, sia per il "luogo comune" che accompagna il ricorso alle procedure concorsuali anche minori.
Al fine di evitare o comunque limitare le ripercussioni sociali ed economiche della crisi, che nella maggior parte dei casi viene affrontata tardivamente, è opportuno intervenire in maniera tempestiva mediante l'attivazione di iniziative e procedure che "garantiscano ad imprese sane, in difficoltà finanziaria, l'acceso ad un quadro nazionale in materia d'insolvenza che permetta loro di ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l'insolvenza".

 

Per questi motivi, il riferimento ad hoc sarà la nuova procedura d'allerta.

 

Nello schema del disegno, la competenza in merito all'emersione della crisi verrebbe affidata all'Organismo di composizione della crisi (previsto dalla L.n. 3 del 2012 sul sovraindebitamento – vedi rif. articolo "Accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento: salvavita per il cittadino in difficoltà"). In tal modo si eviterebbe il ricorso al Tribunale e soprattutto il rischio psicologico in capo all'imprenditore, il quale potrebbe percepire l'intervento giudiziale come antefatto di una procedura concorsuale.

 

Tale organismo assumerebbe, dunque, un ruolo centrale in via stragiudiziale, innanzitutto, nell'individuazione di un punto d'incontro tra le esigenze del debitore e dei creditori attraverso gli strumenti negoziali già previsti nel nostro ordinamento, nonché adottando misure di ristrutturazione e riorganizzazione dell'impresa al fine di agevolare il superamento della crisi embrionale.

 

Nell'ambito della procedura d'allerta verrano inoltre previsti dei meccanismi premiali, ancora non precisati, per gli imprenditori che ricorreranno tempestivamente alla procedura favorendone l'esito positivo.
Tra le misure premiali il Legislatore potrebbe prevedere, oltre ad agevolazioni fiscali, anche esimenti o limitazioni della eventuali responsabilità degli organi dell'impresa.

 

Attendiamo fiduciosi gli sviluppi.

 
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